Puntata 19 – Virtual Time

“Il rap non mi va, l’hip hop proprio non mi va. La techno è una m****, ma il rock and roll sì che mi piace. Non ha mai scontentato nessuno, il rock and roll. Facile da suonare: rock, rock, rock, rock and roll. Il jazz, troppi assoli. La fusion è complicata, ma il rock and roll sì che mi piace. Non ha mai deluso nessuno, il rock and roll. Il rock and roll, facile da suonare: rock, rock, rock, rock and roll[…]” (“Il Rock and Roll”. Elio e Le Storie Tese. Craccracriccrecr)
Assolutamente in accordo con il brano degli indimenticabili Elii qui ad Area51 aggiungiamo anche che, senza nulla togliere a tutti gli altri generi musicali, il Rock and Roll è quello che dopotutto preferiamo ascoltare sempre e comunque più volentieri; a maggior ragione quando a proporlo c’è una band in grado di saperlo interpretare nella sua forma migliore, ispirandosi concettualmente ma anche spiritualmente ai numi tutelari del genere e facendoci riappropriare di quella voglia atavica e mai sopita di ascoltare chitarra batteria basso e soprattutto voce VERI, che tornino a scalpitare come si deve. Loro vengono da Bassano del Grappa e sono i Virtual Time!

La band prende forma nel 2012 con Alessandro Meneghini (batteria, percussioni, seconda voce) e Luca Gazzola (Chitarra elettrica, seconda voce) ai quali si aggiungeranno successivamente Marco Lucchini (basso) e Filippo Lorenzo Mocellin (voce, chitarra acustica, armonica, chitarra elettrica, tastiere). Il primo EP Getting Twisted (2014, Maninalto Records), il lavoro forse più duro della band, li ha portati ad esibirsi in tutta la penisola e nelle principali città spagnole, tuttavia è tra il 2015 ed il 2016 che la band comincia a fare sul serio: la registrazione del primo full length (presso l’Hate Recording Studio, con l’aiuto del produttore artistico Federico Nardelli) viene anticipata dal singolo “Fire World II”, il quale videoclip finisce in premiére su Rockit.it, diventa la novità più importante della settimana di Virgin Radio Italy (The Rocket) e infine porta la band ad essere scelta da MTV New Generation come band ‘Just Discovered’, culminando poi nell’uscita ufficiale dell’album vero e proprio dal titolo Long Distance (2016, IRMA records). Nel corso dello stesso anno, i Virtual Time ne pubblicano il vinile, entrano nella Top 10 della Live Parade di KeepOn (categoria New Live) per il mese di Novembre e vincono il ‘Hard Rock Café Vinyl Contest’ indetto dall’Hard Rock Café di Venezia. A Febbraio del 2017 pubblicano il secondo singolo estratto dal loro album di debutto Waves Are Calling e per quel che riguarda la line-up, subentra Marco Pivato al basso e, a causa di un improvviso e duraturo problema fisico, si fa da parte per quel che riguarda l’attività live il chitarrista Luca Gazzola. Con l’arrivo del 2018 la band inizia la composizione di nuovi pezzi, che risulteranno troppo numerosi per poterli inserire su un singolo LP per cui nasce l’idea di pubblicare ben 5 dischi nel corso dello stesso anno che verranno poi raccolti in un unico box set dal titolo “Pictures”. Il primo capitolo dell’opera è From The Roots To A Folded Sky (2018, Go Down Records) a cui segue dopo pochi mesi Animal Regression (2018, Go Down Records), con tanto di tour che interesserà anche l’Olanda.

Durante l’anno in corso sono previste le uscite di A-GO-GI-CA (Go Down Records), CIRCLES (Go Down Records) e (nel periodo in cui va in onda la puntata dedicata a loro), un album dal vivo chiamato appunto LIVE (Go Down Records). Quello dei 5 dischi in un anno è un progetto sicuramente ambizioso, ma che mette in risalto l’ismania creativa e la reale voglia di fare di una band che ha come spirito guida il grande rock degli anni 70, non solo nelle sonorità ma proprio a livello concettuale: pertanto, nonostante l’evidente influenza dei Led Zeppelin prima di tutto e in parte dei Deep Purple e dei King Crimson e tutte le varianti possibili del Rock anni 70, non ci troviamo di fronte ad epigoni stile Greta Van Fleet (i quali nonostante tutto hanno il merito di aver riportato in auge un certo modo di ascoltare Rock, che di questi tempi non è poco!) ma a degli ottimi musicisti appassionati di Hard Rock che hanno saputo imparare la lezione dei propri maestri e rielaborarla con gusto, personalità e soluzioni sonore contemporanee che pescano nel funk e nell’alternative, con quel quid che fa la differenza rispetto ad altri progetti che si rifanno al genere. Si nota, ad un ascolto più attento, proprio quel germe della sperimentazione che di sicuro potremo apprezzare ulteriormente nei lavori successivi di prossima uscita della band -i quali avranno dichiaratamente ognuno un impronta diversa dai precedenti- per cui noi saremo qui ad attenderne gli sviluppi curiosi come non mai ma già sapendo che le carte in regola ci sono tutte e anche di più. Al di là dei singoli brani, comunque ricchi di intensità, strutturalmente inappuntabili e sorprendentemente sempre in equilibrio sonoro, è un piacere ascoltare finalmente un timbro vocale degno di essere chiamato tale, potente e prepotente al punto giusto!

Questa è “The Adventures of Funky Boy” tratta da Animal Regression, brano irresistibile dal “ritmo incalzante di cassa, rullante e di charleston” tra reminescenze di “Black Dog” e di un Lenny Kravitz(sì, un tempo Lenny Kravitz interpretava molto bene il concetto di Rock&Roll!) d’annata, con un interessante break centrale psichedelico ed arriccchito da belle soluzioni sonore:

SITO WEB:www.virtualtimemusic.com
YouTube: www.youtube.com/virtualtimemusic
Instagram: https://www.instagram.com/virtualtimemusic/
Twitter: www.twitter.com/virtualtimerock
Spotify: https://goo.gl/sfNwcj
iTunes: https://goo.gl/qEoZrq

Annunci