Area51 Vol.7 – La nuova compilation di Area51

Area51 Vol 7

Ci siamo! Area51, il primo spazio live radiofonico dedicato alle nuove realtà musicali in onda su Radio Città del Capo e sulle principali emittenti del circuito Popolare Netwoork, è lieta di annunciare a tutte le sue ascoltatrici e a tutti i suoi ascoltatori l’uscita della sua nuova compilation AREA51 VOLUME 7! Applausi, brindisi, calorose strette di mano, sorrisi e convivialità ai massimi livelli!

La compilation in doppio Cd è disponibile in free download a partire da oggi 25 Luglio 2015 sul nostro blog e, soprattutto, potrete ascoltarne lo streaming integrale qui sul sito di Radio Città del Capo: l’opera contiene i brani degli artisti protagonisti di questa indimenticabile edizione decennale del programma e il risultato è a dir poco eccellente, come del resto lo è anche la loro musica. Scorrete l’elenco degli artisti e dei brani sottostante, ce n’è davvero per tutti i gusti!

Track-list Cd 1:

1-Emerald Leaves – The New Order I Pray To Come
2-The Floating Ensemble – Spark
3-Capitano Merletti – Back to Planet Earth (While Piero Piccioni Is
Floating in My Damaged Brain)
4-Music for 11 Instruments – Tunnel Vision
5-Supernovos – Red !!!!
6-Denis The Night & The Panic Party – Udu
7-Doctors In Mexico – M
8-Ronin – Caligula
9-P.O.M.A. – Costanza
10-Stearica – Delta
11-Istvan – Kenosis

Track-list Cd 2:

1-Sofia Brunetta – Low
2-Jester At Work – Bold
3-Carlo Martinelli – Prendi Un Po’ Di Terra Fra Le Mani
4-Viscuso – Svegliamondo
5-La Notte – Piede Nel Grip
6-Hugomorales – Non Morirò
7-Lebowski – Una Vita Disarmata
8-Torakiki – Kendo
9-Lemon Lights – See You (feat. Ley)
10-Psychopathic Romantics – The Gathering
11-FemmeFolk – Dona Swing

La compilation è una produzione Area51 e l’immagine di copertina è stata realizata da Antonio GRNG GargiuloCollettivo Misto Mame
Dopo i larghi consensi ottenuti in precedenza dalle meravigliose altre compilation a nome Area51 dedicate ovviamente ai protagonisti delle rispettive edizioni (presto saranno qui operativi i nuovi link da cui scaricarvele), ecco l’ennesimo nostro personale omaggio a quanto di meglio ci offre la scena underground nazionale.
Un omaggio che desideriamo condividere con tutti voi e che ci auguriamo che anche voi vogliate fare lo stesso con chiunque abbiate in mente.

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Area51 “Best of” 2016

locandina summer festival decennale copia

E così, mentre attendete con impazienza il consueto evento dell’anno ovvero l’Area51 Summer Festival, ricordatevi però che questa indimenticabile stagione decennale di Area51 non è in realtà finita mica qui! Gli appuntamenti “istituzionali” dedicati di volta in volta agli ospiti in studio sono ormai terminati, ma sono come sempre previste una serie di puntate che fungeranno da “Best of” del programma e in cui verranno riproposte tutte le band che hanno partecipato a quest’ultima edizione attraverso l’ascolto dei loro brani più significativi. Una sintetica e simpatica retrospettiva dunque sui protagonisti di ogni singola puntata, realizzata e commentata dall’autore della trasmissione Madesi spalleggiato dal sottoscritto medesimo curatore del Blog (che per l’occasione si darà un nome e cognome, Simone Aiello).

Nella prima delle 3 parti in cui si articola il “Best of” abbiamo ascoltato i brani di Ronin, Supernovos, Gianluca Viscuso, The Floating Ensemble, La Notte, Lebowski, Lemon Lights, Capitano Merletti

Nella seconda parte è stata la volta dei brani di Emerald Leaves, P.O.M.A, Il Teatro Degli orrori, Hugomorales, Psychopathic Romantics, Torakiki, Istvan, FemmeFolk

Nella terza e ultima parte ascolteremo i brani di Carlo Martinelli, Sofia Brunetta, Doctors in Mexico, Music For Eleven Instruments, Denis The Night and The Panic Party, Stearica, Jester At Work, AFTERHOURS.

(N.B – Cliccando sui singoli artisti potrete rileggere i Post e riascoltare i podcast delle puntate a loro dedicate)

Dopodiché a questo punto diremmo che siete prontissimi per l’annuncio del nostro consueto evento dell’anno: ebbene si, Area51 festeggerà questa indimenticabile edizione decennale del programma con l’AREA51 SUMMER FESTIVAL – TEN YEARS EDITION, una versione tutta speciale del nostro consueto evento di fine stagione caratterizzato dalle esibizioni live di alcune tra le migliori realtà musicali “scoperte” e poi invitate a partecipare all’interno della trasmissione. L’evento si terrà presso la spiaggia più cool della riviera romagnola: l’Hana-Bi di Marina di Ravenna!

Info più dettagliate e continue QUI, nel frattempo segnatevi immediatamente data e line-up:

Sabato 30 Luglio, dal tramonto a mezzanotte, vi attenderanno gli Uyuni, i Denis The Night and The Panic Party, gli Stearica e per finire Above The Tree & The E-Side!

Stay Tuned!

E ricordatevi che Domenica 10 Luglio, presso la Rocca Malatestiana di Cesena, ci sarà un nuovo appuntamento con “Area51 Sunset”, un ciclo di aperitivi live targati Area51 dedicati ad alcuni tra i più interessanti artisti che hanno partecipato al nostro programma radiofonico. Di fresco ritorno dal palco di Arezzo Wave, sul quale si è esibito come rappresentante dell’Emilia Romagna, il funambolico cantautore Matteo Fiorino: tutte le info QUI!

Doppio Stay Tuned!

P.S – Desideriamo dedicare l’intero ciclo di puntate del “Best of” di Area51 alla memoria di Piero Santi, la quintessenza di Radio Città del Capo, purtroppo prematuramente scomparso da pochi giorni.
Ciao Piero, ti vogliamo bene!

Puntata 24 – Afterhours

Afterhours

[N.B. Per la stringente policy della loro etichetta discografica in questo podcast non sono presenti i brani musicali andati in onda in diretta, ma soltanto l’intervista integrale]

Area51, a coronamento di questa indimenticabile edizione decennale contraddistinta tra le tante belle cose dalla nascita della propria neolabel Area51 Records, conclude la stagione radiofonica ufficiale regalando ai propri ascoltatori una puntata più che speciale,specialissima, di assoluto livello, forse la più importante di sempre fin dalla nascita della trasmissione vista l’estrema caratura degli ospiti in questione. Loro sono infatti senza ombra di dubbio la band più rappresentativa nonché (parafrasando con un termine il loro meraviglioso debutto in lingua italiana del 1995) “Germinale” dell’intero panorama musicale italiano “alternativo” e non solo, un vero e proprio modello di professionalità abnegazione e fedelta alla causa a cui tutto il Rock indipendente “Made in Italy” deve tantissimo, se non quasi tutto, in termini di apprezzamento, diffusione, vendite di dischi e quantità di live proposti (con i loro conseguenti e ormai iperfidelizzati spettatori).

Per comprendere l’importanza e il ruolo di primissimo piano che il gruppo conserva ancora oggi per la nostra musica (e per Area51 stessa, quindi per i nostri “gruppi” e per la nostra “mission”), vi basti pensare che all’indomani di una sfolgorante carriera che li ha visti protagonisti per più di vent’anni anche al di fuori dei confini nazionali, proprio in questi giorni dell’anno di grazia 2016 la band si è concessa il lusso di realizzare l’ennesimo album capolavoro, rinnovando ulteriormente laddove ce ne fosse ancora bisogno la loro sempre e comunque innovativa proposta musicale, addirittura servendosi per l’occasione della migliore formazione strumentale possibile di tutta la loro storia.

Avete capito bene, si tratta proprio di loro! Ed allora, fieri orgogliosi ed anche un po’ commossi per questa sorpresa finale, qui ad Area51 abbiamo l’onore di annuniciarvi gli Afterhours!!!

Afterhours Nati ufficialmente a Milano nel 1986 da un’idea del prolifico e inarrivabile Manuel Agnelli (leader indiscusso e voce del gruppo), gli Afterhours nel corso del tempo si sono plasmati così meravigliosamente come li possiamo apprezzare adesso andando inevitabilmente incontro a numerosi cambi di scelte stilistiche (nei primissimi lavori i cantati erano in lingua inglese) e di line-up: da qui in poi infatti avrebbero gettato le basi, in maniera sempre costante e continua, per la realizzazione di album e brani epocali che sarebbero entrati per sempre nella nostra memoria storica collettiva per non doverne uscirne mai più. Ci sarebbe l’imbarazzo della scelta anche soltanto per elencarne velocemente alcuni tra i più rappresentativi ma, del resto, desideriamo partire dal presupposto che i nostri ascolatori conoscano a menadito tutta la loro discografia, per cui salteremo a piè pari ulteriori riferimenti biografici e incentreremo l’attenzione sul loro presente.

La puntata è dedicata soprattutto alla vera novità che riguarda la band, ossia l’uscita di “Folfiri o Folfox” (2016, Universal): si tratta di un doppio album composto da ben 18 tracce che, come accennato in precedenza, si muove su delle coordinate a livello sonoro e contenutistico inedite e, diremmo, sperimentali. In questo senso c’è da sottolineare innanzitutto, per quel che riguarda la presenza massiccia di perizia tecnica e soluzioni strumentali di un certo rilievo, il peso specifico apportato dalla line-up stellare con cui il lavoro è stato suonato, registrato e prodotto: una formazione da sogno capitanata ovviamente da Manuel Agnelli (voce, chitarra e tastiere) dove figurano delle vere e proprie eccellenze della musica indie come Xabier Iriondo (chitarre, già pilastro della band negli indimenticabili album degli anni 90), Roberto Dell’Era (basso, autorevole cantautore milanese) Rodrigo D’Erasmo (violino, uno dei più richiesti polistrumentisti italiani), Fabio Rondanini (batteria, già nei Calibro 35, in sostituzione dello storico batterista Giorgio Prette) e Stefano Pilia (chitarra, già Massimo Volume e In Zaire).

Durante l’intervista, rilasciata “su due piedi” dallo stesso Manuel Agnelli in occasione della presentazione di “Folfiri o Folfox” presso la Feltrinelli di Bologna (città a cui lo stesso Manuel è parecchio legato a livello affettivo e creativo), esce fuori una bella riflessione su quella che è l’urgenza comunicativa del nuovo lavoro a partire dal suo tema portante (ovvero il lutto a cui è andato incontro il frontman in seguito alla morte del padre, infatti i termini Folfiri e Folfox indicano due protocolli medici riguardanti la cura del tumore al colon). I concetti di malattia, morte, rinascita, vita vengono articolati in tutte le loro sfaccettature attraverso una necessariamente consistente quantità di brani (il motivo per cui si tratta di un disco doppio) in cui vengono utilizzati registri e momenti ora drammatici, ora grintosi, ora acustici e rarefatti, corredati da testi ricchi di una verbosità senza precedenti.

Un lavoro non certo immediato in quanto spigoloso e umorale, dal taglio ricercato e sperimentale, molto intimo e personale; in realtà soltanto all’apparenza poiché il suo grande pregio è quello di riuscire a coinvolgere l’ascoltatore a prescindere da se abbia suo malgrado condiviso o meno situazioni simili, suscitandogli interesse nella continua ricerca di chiavi di lettura e rendendolo quanto meno complice: se è vero che la musica è uno dei migliori mezzi di trasmissione di idee, concetti, vissuti e linguaggi, Manuel Agnelli si dimostra ancora una volta la vera reincarnazione di Mercurio, nella sua tradizionale accezione messaggero ufficiale degli Dei del Rock!

La concretezza artistica degli Afterhours sta nell’aver sempre saputo comporre brani memorabili, che denotano una scrittura essenziale ma di qualità superiore, scevra di tecnicismi fini a se stessi e di soluzioni troppo complicate e per questo facilmente codificabili ed assimilabili ad un orecchio in cerca di melodia e carattere. Le lodi sperticate (meritatissime) riscosse negli anni sono da ricercarsi infatti soprattutto per alcuni aspetti peculiari della band, ingredienti “semplici” (e NON banali, per fare un’altra citazione di un loro brano) ma di primissima qualità: l’amalgama sonoro unico nel suo genere in cui confluiscono Punk, Grunge, Pop, Lo-Fi, ed anche sperimentazioni al limite della schizofrenia, la base del loro particolare inimitabile incatalogabile e quindi ormai inconfondibile marchio di fabbrica musicale; i testi ironici, taglienti, tendenzialmente trasgressivi e spesso surreali, sempre comunque dotati di intelligenza e di spessore, che hanno reso i loro brani dei veri e propri inni generazionali; l’esuberanza, la passionalità, la sincera empatìa nei confronti del proprio pubblico (considerato come parte integrante del progetto musicale, quest’ultimo più volte dichiarato come essenzialmente “live”), in sostanza l’unica vera band in grado di carpire ed estrapolare ogni volta e in qualunque modo l’essenza dell’indie.

Per comodità proponiamo qui come ascolto il brano da cui è stato tratto il primo videoclip ufficiale di “Folfiri o Folfox”, “Non voglio ritrovare il tuo nome”: un brano a primo acchitto immediato ed orecchiabile, dalla composita veste Pop e dal notevole giro di basso:

In questa sede qualsiasi ulteriore descrizione di tipo istituzionale per gli Afterhours rischierebbe di essere noiosa e riduttiva, pertanto vi rimandiamo alla nostra intervista, ai loro riferimenti web ufficiali e, ovviamente, alla loro incommensurabile musica!

Sito Web: www.afterhours.it
Facebook: www.facebook.com/afterhours
Twitter: www.twitter.com/weareafterhours
Youtube: www.youtube.com/Afterhoursofficial
Soundcloud: www.soundcloud.com/afterhours-offici

In appendice a questa puntata davvero memorabile, ne approfittiamo per segnalarvi in anteprima (TA-DAH!) che anche quest’anno, presso l’Hana-Bi di Marina di Ravenna, si svolgerà il nostro immancabile Area51 Summer Festival, evento dedicato alle esibizioni live di alcune tra le migliori realtà musicali che sono state ospitate nel corso delle varie edizioni all’interno della nostra trasmissione. Vi daremo maggiori dettagli nelle prossime settimane, sia sui nostri canali web che nel corso della messa in onda dei nostri consueti “Best of” di fine stagione, tuttavia vi annunciamo brevemente la line-up:

-Innanzitutto i nostri vecchi amici Above The Tree & The E-Side, fautori del recente e dirompentissimo album “Riot”!
-E poi due ottimi progetti ospitati durante questa edizione decennale, tra le pochissime realtà musicali italiane che possono vantare nel proprio curriculum, oltre ad una vastissima attività live ben oltre i confini nazionali, la partecipazione al Primavera Sound di Barcellona: gli Stearica e i Denis The Night and The Panic Party!
-E per finire, in apertura del festival, non potevano mancare i protagonisti di Area51/Split_Ep#1, la prima release ufficiale targata Area51 Records: gli Uyuni!

>>>Appuntamento Sabato 30 Luglio, Hana-Bi, Marina di Ravenna, Spiaggia 72<<<.

That’s All, Folks! Il nostro invito è quello di restare sintonizzati poiché, come accennato in precedenza, nelle prossime settimane saranno previste alcune puntate riassuntive nelle quali sarà contenuta una retrospettiva sui protagonisti dell’intera edizione appena conclusa. Si tratta di una panoramica d’insieme ridistribuita in 3 parti di cui la prima andrà in onda a partire da Sabato 25 Giugno su Radio Città del Capo per poi proseguire durante l’arco della settimana anche su Radio Tandem di Bolzano e Radio Popolare Salento. Per chiunque volesse farsi un bel ripassino appuntamento allora qui sul Blog a partire da Sabato prossimo. E ricordatevi che vi dobbiamo dare ancora maggiori informazioni sull’Area51 Summer Festival 2015….

Puntata 23 – Jester At Work

Jester at Work

Ultimi scampoli di Area51 contraddistinti da una puntata dedicata ad un progetto musicale che presenta diverse particolarità (o piuttosto curiosità) rispetto a tutto ciò che (più o meno) consuetamente è “transitato” negli anni all’interno della nostra trasmissione.
Innanzitutto si tratta del primo (e a questo punto ci auguriamo per il futuro non unico) caso di band scoperta sul campo in concomitanza con una sua apertura di una edizione di Area51 Summer Festival (presto aggiornamenti sull’edizione 2016 prossima ventura): si tratta di un precedente, ok, ma il fatto che da lì in poi l’avremmo inserita nella nostra “hall of fame” e successivamente fatto di tutto per portarla in trasmissione la dice lunga sulle loro qualità.
Geograficamente parlando poi è il nostro primo caso di realtà musicale proveniente dall’Abruzzo e guarda caso, in maniera sesquipedale di come viene notoriamente indicata questa regione prendendo spunto dall’omonimo libretto di Primo Levi, la sua musica è “forte e gentile”.
Per scoprire le altre particolarità legate al progetto però vi rimandiamo direttamente alla puntata: ecco a voi dunque Jester At Work. Ospite speciale in studio per l’occasione una nostra storica ed indimenticata co-conduttrice, Mariagrazia Cavallo!

Jester At Work @Area51 Jester At Work è il nome d’arte sotto cui ci cela Antonio Vitale, musicista pescarese già frontman dei Warm Morning 616, band di culto nella zona. Nel 2008, dopo diversi anni dallo scioglimento della sua band, intraprende il sopra citato progetto solista e l’anno dopo pubblica il debut album “Lo-fi, back to tape” (Twelve Records, 2009), i cui brani sono ricavati da un’accurata selezione di materiale composto ai tempi di quando militava nella sua prima band e conservato su delle vecchie cassette, lasciandolo così com’era in origine aggiungendo soltanto piccole sovraincisioni: la prerogativa di questo lavoro è la profonda, baritonale e graffiante voce, vero elemento portante delle sue produzioni da qui in poi. Nel secondo lavoro “Magellano” (Twelve Records, 2012) fanno capolino basso, batteria, percussioni, chitarre slide e un mandolino ma la struttura musicale resta comunque semplice e diretta, seppure le sonorità si fanno più cupe.

Molto recentemente è uscito un nuovissimo EP di sei brani intitolato “A Beat Of a Sad Heart” (M.I.L.K. – Minds In a Lovely Karma, 2016, la cui presentazione live è stata realizzata all’interno di una fabbrica di vestiti!), un lavoro in cui il mood umorale e viscerale viene ulteriormente rimarcato: parte integrante e fondamentale di questo lavoro è infatti il concept dell’artwork, che si avvale di illustrazioni, soggetti e sfondi realizzati a tecnica mista (acrilico, olio e pastello), a mano e poi lavorato in post produzione digitale, un’artigianalità di partenza direttamente correlata al contenuto del disco, anch’esso realizzato con registrazioni in parte analogiche analogiche (in parte) e digitali.
Per quel che riguarda il lato prettamente musicale ci si muove tra Country/Blues, Folk e reminescenze Southern, con vaghi rimandi al cantautorato di Mark Lanegan. Saltuariamente alcuni suoi concerti vengono suonati con l’accompagnamento di una band vera e propria, tuttavia in linea di massima Jester At Work è un duo in cui figura un altro chitarrista (Alessio D’Onofrio), quando non una vera e propria performance solista fatta di polvere, sudore, emozioni e intimità, sottointendendo un’energia espressiva di prim’ordine e di sicuro impatto.

Questo il Videoclip di “Sad Heart”, brano che chiude l’Ep “A Beat Of a Sad Heart”: una sorta di guida all’apprezzamento delle piccole cose a partire dal semplice ma esplicativo battito del cuore, fuori dal quale tutto il resto assume soltanto un’importanza secondaria.

Sito web: http://www.jesteratwork.com/
Facebook: https://www.facebook.com/jaw.jesteratwork
Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCpnQPec223Cipq2ZppCAWPA
Bandcamp: https://jesteratworkmusic.bandcamp.com/

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P.S – Approfittiamo per segnalare ai nostri ascoltatori che Domenica 12 Luglio, presso la Rocca Malatestiana di Cesena, ci sarà il secondo appuntamento stagionale con “Area51 Sunset”, un ciclo di serate live che si terranno all’ora dell’aperitivo e dedicate ad alcuni tra i più interessanti artisti che hanno partecipato al nostro programma radiofonico. Spazio al progetto fol-cantautorale Moro & The Silent Revolution: tutte le info QUI!

Puntata 22 – Stearica

stearica

Ormai potrebbe sembrare un vizio oppure una dichiarazione di intenti, poco importa, fatto sta che anche questa volta Area51 ha deciso di ospitare un’altra ottima “NemoProphetaInPatria-Band“, ossia una di quelle realtà musicali nazionali che da almeno dieci anni sta paradossalmente facendo esperienza, legna e proseliti altrove, in contesti probabilmente più pronti, interessati ed attenti alla loro dirompente proposta musicale: vengono da Torino e sono gli Stearica!

Stearica @Area51 Si tratta di un power-trio formato da Francesco Carlucci (chitarre, synth, electronics, produzione) , Davide Compagnoni (batteria, campionatore), Luca Paiardi (basso) che, dicevamo, in dieci anni di carriera si è affermata in maniera consistente soprattutto (e non a caso) all’interno della scena indipendente internazionale: la chiave di volta era stata l’uscita dell’album “Oltre” nel 2008, lavoro di stampo post-rock sperimentale acclamatissimo dai magazine musicali (tra cui citiamo Mucchio e soprattutto Wire, il quale inserisce per ben due volte un loro brano nei volumi della collana “The Wire Tapper”, traguardo mai raggiunto da nessun altro artista italiano), al quale si sono poi susseguite le prestigiose esibizioni al Primavera Sound di Barcellona, al Villette Sonique di Parigi, all’Hokaben di londra e al Traffic di Torino. E poi ancora i tour e le collaborazioni con mostri sacri dell’underground internazionale come Girls Against Boys, NoMeansNo, Acid Monster Temple, Dälek, Tarentel, Damo Suzuki e Coliseum e la sonorizzazione cinematografica di “Der Golem” (lavoro commissionato dal Museo Nazionale del Cinema, teatro della prima esecuzione dal vivo in occasione del festival MiTo e poi vincitore del Premio del pubblico presso il “Rimusicazioni Film Festival” di Bolzano nel 2014).

La serie incessante di live, la quantità abnorme di esperienze vissute “sul campo” e la conseguente acquisizione della consapevolezza dei propri mezzi sono solo alcuni degli elementi che favoriranno l’ideazione, l’elaborazione e la scrittura di un album tanto ambizioso quanto incredibile, “Fertile” (2015, distribuzione mondiale a cura di Monotreme Records), uscito nel periodo primaverile poiché ispirato dai movimenti rivoluzionari della Primavera Araba, dalle proteste degli Indignados a Barcellona e più poeticamente dal significato intrinseco di “rinascita” sottinteso dal termine (secondo dunque un gioco di rimandi sintattici, lessicali, spazio-temporali e socio-culturali). La band è tutt’ora impegnata in un lungo ed avvincente tour europeo promozionale di quest’ultimo lavoro.

Musicalmente parlando ci si muove tra Post-Rock, Post Harcdore e venature Industrial ad alto contenuto evocativo di scenari post-bellici nei quali la natura sembra avere una forte volontà di rigenerazione e di ricostruzione. Ascoltando i singoli brani e il modo in cui essi vengono resi possiamo affermare senza ombra di dubbio che gli Stearica sono una band di caratura superiore (del resto vantano collaborazioni eccellenti con artisti quali Scott McCloud (Girls Against Boys), Ryan Patterson (Coliseum ) ed il sassofonista Colin Stetson), abile nel ricercare sempre il giusto suono in grado di condensare impatto e pulsione avanguardista, che giunge dunque in egual misura al nostro stomaco e nei meandri del nostro cervello.

Questo il Videoclip del brano “Delta”, opener di “Fertile” diretto da Gabriele Ottino: si potrebbe pensare si intenda proprio quello del Nilo, essendo nota la dichiarazione di intenti della band riguardo ai contenuti dell’album. Basso distorto e batteria marziale a dettare legge e sopra ricami chitarristici che avvolgono in un soffocante viluppo, per un risultato sonoro finale potente ed equilibrato:

A ben rifletterci, anche i loro conterranei Negazione e Linea77 hanno avuto un percorso simile, ossia hanno dapprima sbancato i circuiti esteri dell’underground per poi diventare band da culto anche qui in patria. Che il filo conduttore geografico possa essere di buon auspicio?

SITO WEB: www.stearica.net
FB: www.facebook.com/Stearica
BANDCAMP: http://stearica.bandcamp.com/releases
TWITTER: www.twitter.com/stearicamusic
INSTAGRAM: www.instagram.com/stearica

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P.S – Approfittiamo per segnalare ai nostri ascoltatori che Domenica 5 Luglio, presso la Rocca Malatestiana di Cesena, ci sarà il primo appuntamento stagionale con “Area51 Sunset”, un ciclo di serate live che si terranno all’ora dell’aperitivo e dedicate ad alcuni tra i più interessanti artisti che hanno partecipato al nostro programma radiofonico. Si parte col quartetto tutto al femminile FemmeFolk: tutte le info QUI!

Puntata 21 – Denis The Night & The Panic Party

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Gli ospiti di questa puntata di Area51 appartengono di diritto alla famigerata categoria di band che “ma come è possibile che in italia quasi non se li fili nessuno e invece all’estero si esibiscono nei migliori festival indie, sostenendo live infuocati e memorabili e ottenendo larghissimi consensi, ecc..”. Ok, può sembrare un discorso trito e ritrito, noioso, ridondante, figlio di una analisi musicale approssimativa e qualunquista e che non a caso fa il pari con le consuete presentazioni tipiche di (sic!) quotate webzine dedicate alla “roba italiana” (attente più alla forma che alla sostanza), ma non possiamo negare ne a noi stessi ne ai nostri ascoltatori che in effetti le cose stanno proprio così: questa band di fatto si esibisce nei più quotati festival europei e senza timori reverenziali sa far agitare i “posteriori” di tutto il pubblico che si trova lì ad ascoltarli. Ma a differenza di molti loro sodali, loro hanno un approccio musicale (diremmo) alla vecchia maniera, basato sull’esperienza sul campo e non formalmente costruito a tavolino. Boys & Girls, che la festa abbia inizio: i Denis The Night & The Panic Party!

DenisTheNight@Area51 Si tratta di un trio attivo tra Fano e Londra formato da Eleonora Fiorani (chitarra + voce), Nicola Sbrozzi (basso, synth, voce), Alessandro Gobbi (batteria, synth, voce, membro anche degli Emerald Leaves, band che abbiamo ospitato proprio durante l’edizione corrente di Area51) che, pur essendo nato soltanto tre anni fa, come detto prima già si è fatto notare soprattutto a livello internazionale: basti soltanto dire che l’anno scorso fu una delle tre bands italiane a partecipare all’edizione 2015 del Primavera Sound Festival di Barcellona, per non parlare della partecipazione all’Indie Music Week di Manchester e, in aggiunta al loro già ricco curriculum “extraitaliano”, quest’anno sarà la volta anche del Liverpool Sound City dove presenteranno in data 29 Maggio il nuovo (e il primo vero lavoro, dopo alcune precedenti pubblicazioni di live e remixes) EP “UDU”, il quale uscirà il 3 Giugno su etichetta inglese Wall of Sound (mentre in Italia l’etichetta licenziataria sarà Bassa Fedeltà) come anticipazione del nuovo album previsto per Ottobre 2016. A completare la loro formazione ed implementare dunque il loro immaginario c’è anche un vero collettivo di visual artist, fotografi, registi (tra cui Edoardo Preti, Giulia Delprato, Enzo Lauria e Karin El Taifiova).

Questo lavoro contiene i brani “Panic Party” e soprattutto “You Could Be My Home”, il quale sta riscuotendo successo in America grazie anche al videoclip realizzato dal visual artist Enzo Lauria, premiato al Big Short Music Festival di Los Angeles e al NOVA Festival di Washington D.C. Per quel che riguarda la loro musica, elettronica, psichedelia, shoegaze e dream pop si propagano tramite una vagonata di beat assassini e dal retrogusto notturno che non disdegnano momenti più festaioli, poiché carichi di una bella componente “danzereccia” (nel senso più rock del termine), il tutto suonato con una una botta degna di nota: questi sono brani adattissimi ai contesti dei più importanti festival indie internazionali, ma anche per essere propagati nei dj set dei migliori club insieme a pezzi di gruppi più noti e “ballati”, per citare un nome i Black Keys, ma senza sfiguarare, anzi!

Questo il video della già citata “You Could Be My Home”, ipnotico come il mood del brano:

Amdateveli a scoprire, questa band è uno spettacolo, non si tratta solo di intrattenimento per sedicenti “indie-boys”, la sostanza c’è eccome! Magari così in fututo impareremo ad evitare di cadere nel solito circolo vizioso del “ma come è possibile che in italia quasi non se li fili nessuno e invece all’estero si esibiscono nei migliori festival indie, sostenendo live infuocati e memorabili e ottenendo larghissimi consensi, ecc..”

Sito Web: http://www.denispanicparty.com/
Soundcloud: https://soundcloud.com/denisnightpanicparty
Facebook: https://www.facebook.com/denisnightpanicparty/?fref=ts

Puntata 20 – Music For Eleven Instruments

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Dunque, siete da soli ma avete a disposizione una casa piena di strumenti musicali di vario genere, avete del talento artistico sopra la media, avete un buon gusto per la scrittura di canzoni e avete la possibilità di farvi supportare nella loro esecuzione da un supergruppo formato da validi musicisti. Voi che fareste? Un buon consiglio al riguardo ve lo potrebbe dare l’ospite di questa puntata, in arte Music for Eleven Instruments!

MFEI @Area51 Sotto questo nome “corale” si cela un ambizioso progetto ideato dal musicista siciliano Salvatore Sultano il quale, dopo l’esperienza con i Flugge, decide di dare vita ad un percorso artistico da solista a partire (secondo la legenda autobiografica) dall’utilizzo di 11 strumenti che vagavano disseminati nelle stanze di casa sua. Dall’unione di questi strumenti assortiti (corde e percussioni) con le voci e l’elettronica nascono i brani di “Business Is A Sentiment” (2010, Red Birds/Audioglobe), album di debutto che mostra subito importanti qualità a livello di scrittura e di arrangiamenti nei brani che lo compongono.

Anche se il nome potrebbe far pensare ad un’orchestra o ad un gruppo di numerosi membri, la musica di Music For Eleven Instruments è composta, suonata e registrata dunque dallo stesso artista, tuttavia le performance live vengono eseguite in collaborazione con H-CB, band post-rock della scena indie catanese. Con questa band partecipa al celeberrimo Ypsigrock Festival (edizione 2010) vincendo il concorso “Avanti Il Prossimo” ed entra nel roster di Rocketta Booking con cui inizia a girare l’Italia; sempre nel 2010 il videoclip “Everyone In Their Room” (diretto da Marco Missano) ottiene svariati riconoscimenti (Miglior video musicale 2010 al “Premio Videoclip Italiano”, Miglior video di animazione 2010 al “M.e.i.” di Faenza” e Miglior corto di animazione 2010 al “Corto Castiglionese”) e nomination in altrettanti festival. Il nuovo album “At the Moonshine Park with an Imaginary Orchestra” è uscito nel Febbraio di quest’anno, ribadendo laddove ce ne fosse ancora bisogno una straordinaria sensibilità Pop unita ad una spiccata attitudine orchestrale.

I musicisti che attualmente accompagnano Salvatore Sultano (guitar, voice) sono Adriano Motta (drums), Michele Giustolisi (bass), Pierluigi Stabile (keyboards), Dario Scimone (trumpet), Giulia Emma Russo (violin) più eventuali e vari presi in prestito da varie band. I compagni ideali per esprimere al meglio il suo orchestral-pop barocco ma al contempo asciutto, lineare e sbarazzino. I brani sono ricchi di echi pastorali e di umori, ridistribuiti equamente in episodi dal mood ora solare ora malinconico, supportati da una vasta gamma di arrangiamenti degna di Brian Wilson (mica uno a caso), insomma, vere e proprie gemme di Pop purissimo.

Questo il Videoclip di “Good Morning Imaginations”: orsù, uscite dalla vostra stanza ed andate a correre per i campi!

Vuoi essere proprio tu a proporre il dodicesimo strumento?
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