Puntata 10 – Jack Cannon

Bruno Dorella si conferma a tutti gli effetti endorser di punta di Area51! Dopo averlo avuto protagonista nell’edizione 2015 con i Bachi da Pietra, nell’edizione 2016 con i Ronin e in quella dello scorso anno con gli OvO, come protagonista insieme agli Uyuni di “Area51/Split_Ep#1”, il primo lavoro pubblicato daArea51 Records nonché come special guest nel primo full lenght della nostra etichetta “Cura Violenta” dei Lebowski, abbiamo l’onore di ospitarlo questa volta in un progetto tutto suo nel quale si occupa personalmente di tutto l’armamentario musicale: Jack Cannon!

Semmai ce ne fosse ancora bisogno, il nostro insostituibile Bruno con questa sua nuova creazione si riconferma uno dei musicisti più prolifici, poliedrici e costanti dell’underground italiano: lo ritroviamo infatti a suonare praticamente tutte le parti di batteria, chitarra, basso, percussioni, field recording, voci, elettronica e altre diavolerie in un disco di sole due sole lunghe tracce (“1:4” e “XLR”, una per lato)ispirato alla graphic novel Trama di Ratigher. Il lavoro è uscito alla fine dello scorso anno per la Tarzan Records è stato registrato nel 2015 e mixato nel 2017 da Stefano Giungato (celebre producer nazionale) ed è stato pubblicato in vinile a tiratura limitata in 200 copie rifinite; ospiti illustri sono Tegu (incredibile batterista che abbiamo avuto nostro ospite in trasmissione con Ronin e Above the tree & the E-Side nonché con il suo progetto cantautoriale solista omonimo) il quale racconta la storia del mostro in inglese, Marco Cavalcoli (della compagnia Fanny e Alexander) alle prese con la lettura di Dino Buzzati e infine Moder (ospite dell’edizione 2013 di Area51) che fa le veci in chiave rap di Kurt Vonnegut.

Nelle due tracce che compongono l’album c’è praticamente di tutto e di più, dal tribalismo allo sperimentalismo, dal metal alla world music, dal paesaggio sonoro suburbano ai toni epici e trionfalistici, fino ad arrivare a quegli echi da colonna sonora che richiamano alla mente anche i Ronin stessi: del resto potremmo ben definire la musica di Jack Cannon come l’insieme delle suggestioni e delle influenze individuali che l’artista Bruno Dorella ha negli anni prima immesso negli altri suoi progetti dando loro una precisa connotazione e poi raccolto a sua volta per dare forma e sostanza alla sua idea personale di musica, mostrando dunque una robusta dose di eclettismo, fantasia compositiva, gusto per la variazione e un quantitativo impressionante di idee in grado di coesistere tra loro con un certo equilibrio.

Nessun video questa volta ma un solo significativo invito: andatevi in qualche modo ad ascoltare il progetto Jack Cannon soprattutto dal vivo e trasalite!

SITO WEB: www.jackcannon.bandcamp.com
FB: https://www.facebook.com/Jack-Cannon-921283048026936/

Date Live di riferimento:
16/2 Senigallia, Casa Della Grancetta
22/2 Terni, Mishima
23/2 Lido Adriano, CISIM
01/3 Roma, Fanfulla
02/3 Itri, Brigadisco Cave
03/3 Bologna, Freakout
11/3 Loreto, Reasonanz

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Puntata 9 – Fluxus

Immaginatevi di aver avuto in passato un amico con il quale avevate legato in maniera viscerale, condividevate modi di fare, pensare e sentire e che per voi rappresentava un punto di riferimento; e poi improvvisamente, per una serie di motivi vari, le vostre strade si sono divise ma il suo ricordo nonostante tutto è sempre rimasto vivo in voi tanto che dopo diversi anni, grazie ad una circostanza fortuita, vi rincontrate e non solo scoprite non è cambiato nulla nel vostro rapporto ma addirittura il legame sembra essersi rinforzato.
Potrebbe sembrare un normale passaggio di un qualsivoglia romanzo di formazione, eppure questo è esattamente lo stato d’animo che abbiamo avuto noi di Area51 alla notizia dell’uscita del nuovo album dei protagonisti di questa puntata speciale: una band straordinaria che negli 90 avrebbe meritato di sedere nel gotha del rock alternativo italiano insieme a colleghi più illustri, purtuttavia il loro essere estremamente “interessanti” e “non convenzionali” (incredibile a dirsi ma questi due aspetti, anche in quella che doveva essere lìepoca d’oro del rock alternativo, venivano considerati da molto pubblico di allora più come limite che come ulteriore motivo di interesse) ed alcune scelte di promozione del proprio messaggio (dalle copertine alla distribuzione degli album, ad esempio) non propriamente in linea con le mode e le modalità di quel periodo non hanno giovato alla giusta e altresì naturale diffusione della loro proposta musicale, non facendogli di fatto raccogliere esattamente quanto seminato.

Noi come altri fans della prima ora però non li abbiamo mai dimenticati e del resto anche la critica musicale (quella seria e competente!) ne ha sempre riconosciuto i meriti, l’importanza storica e la consistente portata dei loro contenuti musicali, perché se non altro la band è riuscita comunque a preservarsi da quegli esaurimenti artistici e imborghesimenti musicali che hanno coinvolto i loro più esimi colleghi del rock italiano (la qualità di un prodotto non è sempre quantificabile con la sua vendita, per fortuna!): sta di fatto quindi che dopo ben 17 anni la band ha deciso di rimettersi in gioco con un nuovo album, un lavoro potentissimo che avremo l’onore di presentare in anteprima radiofonica qui in occasione di questa puntata speciale di Area51.
Standing ovation per i Fluxus!!!

Tanto inaspettato quanto graditissimo dunque questo ritorno della storica band hardcore-punk torinese (la scena di orgine, ossia quella della Torino nichilista dell’hardcore militante degli anni ’80, meriterebbe un capitolo a parte), la quale fin dagli albori si è sempre contraddistinta per aver saputo coniugare in maniera interessante ed innovativa le distorsioni a tutto volume delle chitarre elettriche con i cantati in lingua italiana. Il loro disco d’esordio Vita in un Pacifico Mondo Nuovo (No Way Records, 1994, titolo preso in prestito dalla rivista “La Torre di Guardia” distribuita dai testimoni di Geova) è una delle gemme più pure (e al contempo nascoste) del panorama underground italiano, uno di quegli album che non dovrebbe mancare a nessun ascoltatore di alternative rock che voglia definirsi tale (da citare assolutamente tra le altre la vorticosa ed allucinata “Pelle”). Nonostante abbia ricevuto il giusto interesse più nel corso degli anni rispetto al momento in cui è effettivamente uscito, proprio come è avvenuto del resto per l’intera opera dei Fluxus, l’album rappresenta l’ideale punto di partenza di una discografia di alto livello: Non esistere (Free Db’s, 1996, con la line-up completata dagli ex-Negazione Tax Farano alla chitarra e Marco Mathieu al secondo basso e con la produzione artistica di Iain BurgessBig Black, Tar, Mega City Four-), Pura lana vergine (disco distribuito come inserto del quotidiano Il Manifesto nel 1998, il che la dice lunga sul loro stato di coscienza civile del momento) e Fluxus (Furious Party, 2001 con ospiti Roy Paci e Teo Tehardo) sono lavori contraddistinti da sostanza, personalità e soprattutto da testi intelligenti, lucidi e nevrotici, vero marchio di fabbrica della band.

Da quel momento in poi se si eccettua il disco mai pubblicato Satelliti e Marziani del 2005 la band esce di scena ed i suoi membri intraprendono strade separate. Tuttavia l’interesse intorno a loro non resta ne sopito e neppure circoscritto ad uno zoccolo duro di fans fedeli e devoti, per cui nel 2013 la Mag-Music in collaborazione con V4V Records fa uscire una raccolta di brani che abbracciano tutta la loro discografia esistente reinterpretati da band quali Marnero, Majakovich, Gli Altri dal titolo Tutto da rifare, un omaggio ai Fluxus; il titolo riprende l’omonimo brano contenuto in “Pura lana vergine” -per chi scrive uno degli episodi più significativi di tutto il rock italiano!-

Nel 2015 i Fluxus tornano allora finalmente a suonare insieme e dopo due uniche date dal vivo decidono di registrare un nuovo disco, in presa diretta e completamente autoprodotto: il titolo è Non si sa dove mettersi e la band per pubblicarlo sceglie la strada del crowdfunding attraverso la piattaforma Musicraiser. Il disco, del quale verrà stampato un vinile a tiratura limitata di 300 copie numerate, uscirà ufficialmente l’8 Febbraio 2018 e la band ha deciso per l’occasione di presentarlo in anteprima radiofonica qui ad Area51! A parlarne con noi non poteva che esserci Franz Goria in persona, chitarra e soprattutto inconfondibile e storica voce del gruppo il quale insieme al suo fido Luca Pastore (basso), l’altro membro storico Roberto Rabellino (batteria) e Fabio Lombardo (chitarra), hanno confezionato un coming back di tutto rispetto, potente tirato ed espressivo come del resto ci aspettavamo e soprattutto al passo con i tempi, anzi, in grado di prendere ancora a calci nel sedere una buona parte della discografia contemporanea italiana. Il senso del disco è stato riassunto chiaramente dalla band in questo modo: “Il titolo “Non si sa dove mettersi” è una citazione degli Stormy Six ed è una frase che riassume bene la situazione. Non si sa dove mettersi, c’è una mancanza di posto. È una descrizione della dimensione in cui ci troviamo tutti. È come se ti fossi alzato un attimo e ti avessero preso il posto in cui stavi prima, un po’ come il gioco delle sedie.”

Ascoltare l’intervista per credere e poi andarsi a riscoprire da capo l’intera discografia dei Fluxus, nessuna operazione nostalgia ma nient’altro che il gradito ritorno di una band della quale soprattutto in tempi come questi sentiamo l’assoluto bisogno e che, per chi se la fosse persa fino ad adesso, potrebbe rivelarsi un’importante e necessaria riscoperta. Proprio come il fantomatico vecchio amico di cui si accennava all’inizio!

Questo il Teaser di “Non si sa dove mettersi”:

Questo l’ottimo singolo che ha anticipato il nuovo lavoro, “Ma ero già indietro” (“[…]Io non rinumcio a niente, sono le cose che rinunciano a me![…]

E per concludere…il mantra di sempre!

Puntata 8 – Universal Sex Arena

Tenetevi forte perché se è vero che questa stagione radiofonica ha avuto una partenza sprint e tuttora viaggia ad alti RPM, di benzina ce n’è ancora molta a nostra disposizione e possiamo pertanto permetterci di pigiare ulteriormente sull’acceleratore! A partire da oggi, infatti, Area51 darà il via alla prima di una lunga serie di puntate a dir poco “memorabili” nelle quali a seconda dei casi saranno previste anteprime, esclusive, ospiti speciali, vecchie conoscenze del nostro programma con nuovi progetti, per non parlare ovviamente delle sempre nuove e interessanti realtà musicali che stagione dopo stagione siamo per fortuna ancora in grado di proporvi pescandole e selezionandole dal vasto mare magnum della musica “alternativa” nazionale. Per inaugurare questo intrigante filotto di appuntamenti abbiamo scelto un’ottima band che annovera (tra le altre cose) nell’energia e nella fisicità le loro armi vincenti, ossia gli Universal Sex Arena che per l’occasione ci presenteranno in anteprima radiofonica il loro nuovissimo lavoro in uscita nei prossimi giorni!

La band viene dalla provincia di Padova ed attualmente è composta da Nicola Stefanato (voce), Giovanni Beghetto (percussioni / batteria), Alessandro Mercanzin (chitarra), Edoardo Pellizzari (batteria), Riccardo Menin (chitarra), Marco Amore (basso). La loro avventura comincia con il doppio LP d’esordio dal titolo “Women Will Be Girls” (2012, autoprodotto), tuttavia in seguito ad un consistente numero di concerti autoorganizzati in giro per l’italia in cui mostrano tutta la loro carica e grazie anche all’interesse nutrito da La Tempesta International la band si ritrova già la strada spianata per lavorare a quello che sarà il loro secondo album: “Romancitysm” esce dunque nel 2014 per l’etichetta prima citata, vanta la produzione da Marco Fasolo (Jennifer Gentle / Sub Pop) e ovviamente consente loro il naturale salto di qualità. Tra i molteplici live e condivisioni di palchi (nazionali ed internazionali) che hanno visto coninvolta la band vanno annoverate alcune aperture degne di nota come per i !!! (Chk Chk Chk) al Locomotive di Bologna, per i Verdena in occasione del tour di Endkadenz e per i P.I.L. per il loro concerto di Venezia del 2015.

Il 2 febbraio 2018, sempre per La Tempesta International in coppia con Kowloon Records, uscirà il nuovissimo “Abdita”, registrato e prodotto da Maurizio Baggio (The Soft Moon, Merchandise, EMA) e Voiture Tempo e il quale annovera la partecipazione di artisti come Luca Ferrari dei Verdena ed Elli De Mon: come accennato prima, la band ce ne parlerà in anteprima proprio durante questa puntata!

Ascoltando la musica degli Universal Sex Arena la prima caratteristica evidente è il groove tribalista da giungla che accompagna ogni singolo brano il quale, sposandosi in una maniera pressoché perfetta con quei riff assassini di stampo Hard Rock dal sapore vagamente seventies (con un occhiolino strizzato ad alcune cose degli Arctic Monkeys ma con molto più nerbo) trasmette una “muscolarità” sonora senza pari: la capacità della band di spingersi oltre le convenzioni delle strutture musicali (la line-up con doppio batterista è già di per se una cosa inusuale!) ed “aggredire” l’ascoltatore attraverso episodi massimalisti con stratificazioni sonore spinte all’estremo o tenerlo in bilico con momenti di calma apparente la rende difatti uno di quei casi rari di gruppi che mirano ad un rapporto viscerale e totalizzante con il proprio pubblico, che non si riduce dunque all’esibizione della canzoncina fine a se stessa con platea ammiccante che batte le mani.
La band sa trasmettere sudore, energia e passione ma nello stesso tempo ha molta consapevolezza dei propri mezzi, proprio quella che permette loro di scrivere e suonare brani che, nonostante la mole di suoni, soluzioni e arrangiamenti di cui sono composti, non si riducono in tecnicismi fini a se stessi.

Questo è il singolo apripista di “Abdita” Horizon of Barking Dogs col prestigioso featuring di Luca Ferrari dei Verdena. Il video è stato progettato e realizzato da Infinite Drums, ossia Corina Gonzalez e Nicola Stefanato, con la consulenza ed il supporto di Samuele Gottardello e Nicola Crivellari; contrariamente a quanto succedeva nell’album precendete, il brano è molto breve e condensa in se tutte quelle caratteristiche di giungla urbana sonora che rendono gli Universal Sex Arena una band in grado di potersi giocare le proprie carte senza timori reverenziali in contesti internazionali di livello.

BANDCAMP: https://universalsexarena.bandcamp.com/
SITO WEB: https://universalsexarena.com
FB: https://facebook.com/universalsexarena
TWITTER: https://twitter.com/univsexarena

Puntata 7 – Cristallo

Gli ospiti di questa nuova puntata di Area51 sono un esempio di progetto musicale che, giunto all’apice della propria produzione artistica, in maniera intelligente e sensata decide di andare incontro ad un restyling e di riproporsi quindi al pubblico attraverso un nuovo monicker che meglio si confà alla nuova direzione musicale intrapresa, pur non snaturando sostanzialmente la consolidata ed apprezzata struttura di base dei brani. Auguriamo dunque un “nuovo inizio” ai Cristallo!

Finora noti nel panorama italiano come Melampus (progetto che tra l’altro abbiamo avuto l’onore di ospitare all’indomani della sua nascita ovvero durante la stagione 2012 del nostro programma), dopo 3 ottimi album (Ode Road, N. 7 ed Hexagon Garden) e una serie di fortunati tour in giro per lo Stivale Francesca Pizzo (voce e basso) e Angelo “Gelo” Casarubia (chitarra, synth) in compagnia di Damiano Simoncini (synth, già parte integrante del precedente progetto da un certo punto in poi) con questo nuovo progetto ambiscono a confrontarsi con la propria lingua madre e a cimentarsi con sonorità amcora più sintetiche e minimali di quanto fatto in passato. Il risultato è un Ep omonimo di 4 brani (2017, Asteria/Khalisa/Cane Nero Dischi) nati in un arco di tempo molto ristretto,arrangiati con l’intento di non aggiungere nulla di superfluo all’essenziale struttura della forma canzone, registrati e mixati nell’home studio della band.

Si tratta di un gustoso antipasto che anticiperà l’uscita prossima ventura del primo album ufficiale, uno di quelli che lasciano l’acquolina in bocca e fanno presagire un pranzo indimenticabile per intenderci. Brani essenziali, asciutti e neri come la pece caratterizzati da sonorità elettroniche a dir poco minimaliste che si assestano su un (dream)pop rarefatto, affrescati dalla particolare voce di Francesca e ricamati dalle trame chitarristiche accennate e in punta di piedi di Gelo.
Niente effetti speciali particolari, niente inutili orpelli strumentali, in questo rinnovato percorso intrapreso dai Cristallo si bada essenzialmente a costruire un mood sintetico ed ammaliante!

Questo è il brano di apertura “Eco”, raffinato ed al contempo ossessivo, l’episodio forse più “intellegibile” per entrare piano piano a scoprire e poi a lasciarsi conquistare da tutto il resto dell’Ep:

Fb: https://www.facebook.com/cristallomusic
Soundcloud: https://soundcloud.com/user-932481345

Puntata 6 – Pieralberto Valli

Prima puntata del 2018 di Area51 e si parte subito alla grande con un artista romagnolo di quelli che hanno molto, molto da dire, lasciando comunque all’ascoltatore il compito di scoprire lentamente l’essenza dei suoi racconti in musica; racconti densi, futuristici e al contempo ancestrali.
Una vecchia conoscenza del nostro programma che ha cambiato in questi anni pelle ma per fortuna non la sua essenza artistica: PierAlberto Valli!

Giunto alla ribalta nel panorama indipendente italiano durante gli anni passati col precedente progetto Santo Barbaro (ospitati qui ad Area51 durante l’edizione 2013), dei quali ricordiamo i quattro dischi “Mare Morto” del 2008, “Lorna” del 2010, “Navi” del 2012 e “Geografia Di Un Corpo” nel 2014 (ai quali è seguita poi la pubblicazione del suo primo romanzo “Finché C’è Vita” con prefazione di Paolo Benvegnù), PierAlberto Valli ha deciso di virare verso una rinnovata versione solista della sua poetica musicale mantenendone comunque l’ossatura primigenia e soprattutto consolidando la collaborazione con il suo inseparabile compagno di viaggio Franco Naddei ( qui alle prese con synth ed elettronica oltre che per quel che riguarda registrazioni e mix) e avvalendosi inoltre di un’altra grande musicista, Valeria Sturba (violino, theremin).

Il risultato che ne è scaturito è Atlas, album uscito quasi un anno fa per Ribèss Records, registrato e mixato al Cosabeat Studio proprio da Franco Naddei (altro gradito ospite qui ad Area51 in qualità di Francobeat nell’edizione 2015) e masterizzato da Giovanni Versari a La Maestà Mastering.
Gli ingredienti tecnici ci sarebbero già tutti per aspettarci un lavoro di una certa caratura, eppure come per fortuna spesso accade la sostanza è anche superiore alle aspettative: al suo interno ci sono infatti brani d’autore onirici ed introspettivi dotati di una scrittura a dir poco avvincente, la quale in molti episodi fa riferimento idealmente ai Radiohead più rarefatti ed ai CSI più sperimentali, mantendendo comunque una propria anima cupa e notturna che ben si sposa con testi estremamente profondi che vengono più sussurrati che cantati. Il tutto si articola attraverso l’utilizzo massivo e al contempo minimale dell’elettronica che tra accenni di piano e violino mantiene l’atmosfera sonora continuamente sospesa nell’aere, coinvolgendo e catturando inesorabilmente l’attenzione dell’ascoltatore.

Questo il Videoclip di “Frontiera”, girato dal regista Roberto Rup Paolini presso le suggestive montagne di Oropa (Biella) per fare da contrappunto ai contenuti del testo, per un risultato sinestetico tra immagini e musica fuori dal comune: guardare (ed ascoltare) per credere!

Sito Web: www.pieralbertovalli.com/
Facebook: www.facebook.com/pieralbertovalli/
Instagram: www.instagram.com/pieralberto_valli/
Twitter: www.twitter.com/P_Alberto_Valli

Puntata 5 – Stella Maris

“Tutto questo è nato per gioco, come le cose più belle.
Il nostro gioco si è trasformato in dieci meravigliose canzoni che non vedevamo l’ora di farvi ascoltare.” (S.M)

 

Dieci meravigliose canzoni che vanno appunto a comporre l’omonimo album di debutto a nome Stella Maris, superband protagonista di questa puntata speciale di Natale di Area51: un lavoro che è uscito neanche un mese fa ma talmente bello da entrare di diritto nella top five dei migliori dischi dell’anno per la nostra redazione (insieme a Cura Violenta dei Lebowski -la nostra ultima produzione targata Area51 Records-, Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin dei precursori del post-rock italiano Julie’s Haircut, il self title album dei funambolici Nohaybanda e Futuro Proximo proprio di quell’Umberto Maria Giardini ideatore insieme ad Ugo Cappadonia di questo nuovo incredibile progetto).

Ma andiamo a cogliere l’essenza di questo nuovo progetto: come abbiamo accennato prima si tratta di una superband formata, oltre ai già citati Umberto Maria Giardini (voce, come molti di sicuro ricorderanno noto anni fa come Moltheni) e Ugo Cappadonia (chitarre elettriche ed acustiche), da altrettanti illustri esponenti del panorama indie italiano quali Gianluca Bartolo (chitarre acustiche ed elettriche, Il Pan del Diavolo), Emanuele Alosi (batteria e percussioni, La banda del Pozzo) e Paolo Narduzzo (basso, Universal Sex Arena), i quali raccolgono insieme le loro abilità ed esperienze artistiche e danno forma e sostanza a questo pregevole album, uscito il 24 Novembre per La Tempesta Dischi (in CD) e per Khalisa Dischi (in LP) con lo scopo di ripercorrere stilisticamente alcune sonorità e atmosfere tipiche di certa post-wave anni ‘80.

Se oggi come oggi la tendenza diffusa di molte indie band e non solo è quella di riesumare (spesso in maniera noiosa e scontata) la componente synth-pop propria di quell’epoca, gli Stella Maris in controtendenza si ispirano invece alla canzone Pop asciutta tipica di mostri sacri quali The Smiths e Cure, affidando alla logica del riff e finalmente alle corde delle chitarre l’ossatura delle melodie di cui si compongono i loro brani. A guidare magistralmente il tutto l’intepretazione vocale di Umberto Maria Giardini (davvero un fuoriclasse!), ispirata come non mai e perfettamente funzionale all’intero impianto strumentale.
In sostanza il punto di forza di questo lavoro è che in esso sono contenute essenzialmente vere e proprie canzoni, belle e poetiche, malinconicamente romantiche, melodiche e dannatamente coinvolgenti soprattutto a livello emotivo: una ventata di freschezza e un saggio di musica Pop di alta classe come non si ascoltava da tempo, con le “corde” finalmente in evidenza!

Questo il Videoclip del primo singolo che ha anticipato l’uscita di “Stella Maris”, “Eleonora No”. Un brano molto intrigante che “tradisce” appunto uno spiccato gusto per i The Smiths tanto per le sonorità quanto per il cantato, frutto di una lezione ben assimilata e sviluppata in una canzone dei nostri giorni che una  volta ascoltata diventa impossibile togliersela dalla testa!

FB: https://www.facebook.com/stellamarisufficiale/

Quale migliore colonna sonora di questa per augurarvi buone feste?

Puntata 4 – Giunto di Cardano

La quarta puntata di Area51 è dedicata ad una giovane band pugliese che, già solo a partire dalla scelta del monicker, suscita intorno a se grande curiosità ed interesse. Vi assicuriamo allora che il tempo che le abbiamo dedicato per approfondirne la conoscenza è stato decisamente ben speso, poiché si tratta di un progetto musicale fresco, audace e con un notevole potenziale. Loro sono i Giunto di Cardano!

Attiva dal 2011, la band (il cui nome indica l’organo che trasmette il moto tra due dimensioni in rotazione) è composta da Giuseppe Colangelo</strong (voce,chitarra,piano,keyboards), Mariano Cericola (basso, voce), Davide Tappi (batteria, drum pad, voce, collaboratore della nostra etichetta Area51 Records con la sua iniziativa Tappabooking!) e durante il corso degli anni si è fatta le ossa in festival regionali come il Giovinazzo Rock Festival, l’Arezzo Wave Love Festival Puglia o il Taranto Rock Festival, condividendo il palco con artisti del calibro dei Kutso, Bud Spencer Blues Explosion, ..A Toys Orchestra, Andrea Chimenti, I Cani e via dicendo. Un percorso di crescita costante che all’inzio del 2017 porta alla pubblicazione del primo album autoprodotto KADIMA, anticipato dal primo singolo con tanto di videoclip “Bacio di Giuda”, grazie al quale la band potrà svolgere una serie di date ta cui alcune prestigiose aperture a Le Capre a Sonagli, Voina, Management del dolore post operatorio, Luca Madonia e The Zen Circus.

I Giunto di Cardano suonano un gran bel Rock in italiano, strutturato corposo e potente ma nello stesso tempo gradevole, dove si sentono essenzialmente “le corde”: in due parole, il caro vecchio (“vecchio” inteso come vezzeggiativo) “Alternative Rock” di quelli di cui avremmo sempre più spesso e volentieri bisogno, con una voce calda potente e precisa, sperimentazioni sonore ipnotiche ed a tratti psichedeliche tutt’altro che pacchiane atte invece ad arricchire il sound, le quali consentono dunque divagazioni dal post-rock alla new-wave mantenendo sempre una rocciosità di fondo con anche una persistente ed interessante aurea di oscurità a fare da contorno. L’essenzialità e la coerenza di fondo con cui riescono ad esprimere la loro proposta musicale sono tuttavia il valore (ag)giunto!

Il videoclip del loro secondo singolo “Yez!”, pubblicato ad Agosto e presentato live al MEI-Meeting delle Etichette. Un brano diretto e suadente all’ascolto che i Giunto di Cardano raccontano così:
“Vi siete mai addentrati nel percorso emotivo di un individuo a seguito di una scelta? Là dove una direzione ben precisa è stata presa, Yez! rappresenta l’entusiasmo che accompagna ogni nostra decisione, contro tutto e tutti e, a volte, contro noi stessi”
L’inconsapevolezza di indossare un casco spaziale, simbolo della personificazione dell’oltreuomo. L’incoscienza della scelta che ormai fa parte di sé, della sua ombra che si porta avanti sicura, spavalda con la realtà che lo circonda. Una dimensione onirica in cui l’io arriva a implodere e lo Yez! che si impossessa della sua mente condizionandone prepotentemente il vissuto.
Tutti avremmo bisogno di uno Yez!, un gesto positivo che possa darci una spinta e farci sentire al di sopra delle nostre possibilità, illudendoci forse di oltrepassare i limiti che la stessa realtà e il quotidiano ci impongono.”

Sito Web: www.ilgiuntodicardano.com
FB: https://www.facebook.com/ilgiuntodicardano/
Instagram: https://www.instagram.com/ilgiuntodicardanoband/
Soundcloud: https://soundcloud.com/ilgiuntodicardano
Bandcamp: https://ilgiuntodicardano.bandcamp.com/