Puntata 13 – Omosumo

Questa settimana Area51 fa letteralmente 13 grazie alla prestazione in campo ad opera dei protagonisti della puntata: si tratta di un progetto di base a Palermo con le idee piuttosto chiare e soprattutto in grado di saper spiccare per innovatività, verve e intelligenza compositiva rispetto a tante altre band che come loro provano ad unire elettronica e rock ma tuttavia con risultati spesso discutibili. Benvenuti dunque agli Omosumo!

IL Trio composto da Angelo Sicurella (voce, drum machine, synth), Roberto Cammarata (chitarra, synth), Antonio Di Martino (basso) esordisce nel 2013 con l’EP “Ci proveremo a non farci male” (2013, Malintenti Dischi), lavoro dapprima mixato da Mario J. McNulty (David Bowie, Lou Reed, Nine Inch Nails) e successivamente remixato in chiave elettronica (col nome “Remixes Ep”, Malintenti Bop) da alcuni tra i migliori nomi della scena dancefloor italiana (Tempelhof, Crimea X, RotaryDisco76 e Marvin & Guy), dopodiché intraprende un tour estivo che li porta sul palco di diversi festival, tra cui l’Ypsigrock di Castelbuono.
L’anno successivo è la volta del loro primo vero album, ovvero quel “Surfin’Gaza” (2014 Malintenti/Edel) con cui colpiscono direttamente nel segno in quanto considerato da più parti uno dei migliori esordi del panorama underground dell’anno. Il disco è ispirato dalla vicenda del Gaza Surf Club e di Surf4Peace, una comunità di surfisti di diverse nazionalità (palestinese, israeliana, americana, ecc.) che si ritrova per surfare insieme su un mare che sembra mettere da parte le guerre e gli scontri che martoriano quel territorio. Da lì in poi seguirà un tour che li vedrà protagonisti nei più importanti festival italiani e addirittura negli Stati Uniti al South By South West ad Austin: nel frattempo il violoncellista Angelo Di Mino si aggiunge alla band per supportarla nei live.

Nel Novembre del 2016 la band pubblica il secondo lavoro dal titolo “Omosumo” (Malintenti Dischi/Edel/Believe Digital) ed anche in questo caso alla voce “mixaggio” figura un nome di caratura internazionale quale il produttore canadese Colin Stewart (Black Mountain e Sleepy Sun); un’altra peculiarità del lavoro è data dal fatto che questo è stato realizzato in regime di isolamento durato sette mesi nei quali la band si è autoreclusa in varie case di campagna disabitate. Ne deriva un lavoro decisamente ispirato, sperimentale quanto basta (ossia senza cascare nell’autoesaltazione sonora fine a se stessa), connotato da tinte prog e frequenti rimandi “settantini” ma soprattutto ricco di personalità.

Il substrato della musica degli Omosumo è fondamentalmente composto da un robusto rock elettronico scandito dai basseggi di DiMartino a cui si aggiungono le pennellate chitarristiche di Cammarata che fanno a loro volta da trait d’union tra il basso e la componente psichedelica elicitata dai synth, utilizzati in fase di composizione dei brani sempre nel momento giusto e mai invasivi: il valore aggiunto è poi dato dall’espressività vocale di Sicurella, tra liriche al limite del visionario e carattere di impronta blues. Il punto di forza della band risiede comunque proprio nella scrittura dei brani i quali nonostante la corposità, la sperimentalità e le molteplici soluzioni sonore di cui sono composti non corrono mai il rischio di sembrare una somma di parti fini a se stesse ma vere e proprie “canzoni”, asciutte e dirette.

Questo il videoclip di “Un po’ di te”, il primo singolo tratto dall’omonimo ultimo album:

Sito Web: www.omosumo.it
Facebook: www.facebook.com/omosumoband

Puntata 12 – OvO

Con una mossa a sorpresa Area51 tira fuori dal cilindro una nuova Puntata Speciale, dedicata cioè ad una Realtà Musicale con una sua importante storia alle spalle ed ormai ben consolidata all’interno del panorama italiano e, soprattutto in questo caso, anche ben oltre. Protagonista di questa settimana è dunque una band ravennate di adozione che figura tra le eccellenze di quello che potremmo liberamente definire “Rumorismo Italiano Contemporaneo”, composta da un duo alquanto affiatato e devastante: uno dei due membri è tra le altre cose un batterista atipico e porta meritatamente sul capo lo scettro di “Re delle Puntate Speciali di Area51” poiché già comparso in trasmissione con i suoi altrettanto ottimi progetti musicali Bachi Da Pietra (Area51-Edizione 2015) e Ronin (Area51-Edizione 2016, protagonisti insieme agli Uyuni di Area51/Split_Ep#1, il primo lavoro pubblicato dalla nostra etichetta Area51 Records) mentre l’altro membro è una graziosa e al contempo agguerrita cantante chitarrista (già nelle Allun). Attenzione dunque poiché si tratta di una puntata dall’impatto sonoro devastante per cui drizzate le orecchie e sparatevi a tutto volume la musica dei nostri ospiti: gli OvO!

Forte di ben 18 anni di attività del loro progetto corredati da un numero sterminato ed imprecisato di album, collaborazioni, singoli, brani su compilations e live in giro per il mondo (che a momenti neanche i Motorpsycho…), la coppia formata da Bruno Dorella (aka B Giuseppe Dorella) e Stefania Pedretti (aka Steafania Alos Pedretti si presenta come uno dei prodotti musicali nostrani più singolari in circolazione poiché in grado di conglobare nel loro repertorio diverse sfaccettature della musica Rock/Metal pur non essendo precisamente catalogabili in nessun genere predefinito. Fedeli seguaci fin dalla prima ora del credo DIY, dapprima hanno realizzato album autoprodotti con l’etichetta personale di Dorella Bar La Muerte dopodiché si sono avvalsi di alcune leggendarie labels americane come Load Records, Blossoming Noise, Adagio 830, Supernatural Cat. L’ultima loro fatica, di cui apprezzeremo qualche significativo brano durante la puntata, è piuttosto recente e si intitola “Creatura” (Dicembre 2016, Dio Drone).

Registrato da Lorenzo Stecconi e mixato da Giulio Favero, l’album vede le collaborazioni nei campionamenti di Garaliya dei Morkobot, Riccardo Gamondi dei Uochi Toki, Stefano Ghittoni dei Dining Rooms, di a034, di Reeks (Surgical Beat Bros, NoHayBandaTrio, Germanotta Youth): ne deriva che l’essenza tribalista e la potenza metallica tipiche della band incontrano e si scontrano massicciamente con una diffusa e preponderante componente elettronica, sconfinando senza badare troppo al sottile nei territori dell’Industrial, pur mantenendo comunque un’attitudine rigorosamente punk per cui i brani seguono la filosofia del “prendere o lasciare”, suonando duri e puri e senza compromessi.
Batteria ridotta all’osso più ossessiva delle gocce in testa della tortura cinese, samples che disegnano paesaggi sonori neri come la pece, chitarre affilate come machete e voce in grado di evocare le urla strazianti delle anime dell’inferno in un tripudio di sperimentalismo noise portato all’estremo: tutto maledettamente stupendo!

Questo il videoclip di “Satanam”, il singolo che ha anticipato il disco “Creatura”. Il lavoro è stato diretto da Natalia Gloria Saurin la quale lo descrive così: “La scoperta di un segreto, una rivelazione che porta scompiglio tra gli obliqui abitanti di una roulotte, corse, riti e l’invocazione degli OvO che in questo videoclip sono apparizione e albero di vita e morte.”

Brivido, terrore, raccapriccio. Siate i benvenuti nel mondo degli OvO:

Sito Web: ovolive.blogspot.com
Bandcamp: ovomusic.bandcamp.com
Facebook: facebook/ovo666

Puntata 11 – Caffè Dei Treni Persi

Ad Area51 siamo da sempre molto sensibili a quelle band abili nel saper suscitare interesse già a partire dal proprio monicker poiché molto spesso i loro contenuti soddisfano poi le nostre aspettative. Del resto saper trasmettere a livello polisemico contenuti musicali in linea col nome scelto lo consideriamo un fattore di primaria importanza che denota serietà e accortezza nei confronti di un progetto, un elemento che molto spesso tuttavia viene trascurato anche soltanto per pigrizia. E’il caso dei bolognesi Caffè dei Treni Persi la band protagonista di questa settimana che, come avrete modo di ascoltare, basa moltissimo la propria proposta musicale sui testi e la narrazione: vi invitiamo pertanto a sedervi con noi al tavolino di questo ipotetico luogo ed ascoltare l’intervista gustandoci la “famigerata” (a causa del massiccio utilizzo come oggetto di tormentoni vari sui Social Network) bevanda in questione.

La band è formata da Francesco Loro (voce, chitarre,mandolino) Antonio Renna (flauto, ottavino) Gabriele Palumbo (violino) Giacomo Rubin (chitarre) Vincenzo Germano (bassi, tastiere, elettronica) Jonathan Sanfilippo (batteria, percussioni) e proprio quest’anno compie 10 anni di attività: il primo lavoro risale al 2008 ed è un Ep autoprodotto contenente quattro canzoni, al quale segue “Nel frigo cantano le cocorite”, lavoro che sancisce la collaborazione con il cantautore bolognese Germano Bonaveri il quale segue la band in qualità di produttore artistico. Tre anni dopo è la volta dell’album “Un collasso del tutto indisturbato”, lavoro impreziosito dalla partecipazione di Cisco (ex voce dei Modena City Ramblers). Successivamente la band si fa notare anche dal vivo grazie ad alcune prestigiose aperture nei concerti di Eugenio Finardi, Modena City Ramblers, Ron, Daniele Silvestri, riscuotendo anche dei passaggi radiofonici. Alla fine del 2016 esce finalmente un nuovo disco dal titolo volutamente ambivalente, ossia “Reincarnati Male” (Dischi Persi): la band stessa spiega che a seconda di come questo venga letto (se reincarnàti o reincàrnati) può essere inteso come un insieme di racconti che parlano di esclusi, di sfruttati, di illusi e delusi dalla società oppure come grido di protesta e rivincita degli schiavi che in questo caso augurano ai loro padroni di rinascere nelle loro stesse condizioni.

Ascoltando i brani di questo lavoro ci si trova subito piacevolmente a proprio agio: l’ensemble è davvero molto abile sia nel tratteggio che nel disegno di paesaggi sonori ancestrali ed evocativi grazie all’utilizzo di atmosfere, arrangiamenti e soluzioni in fase di composizione dal sapore (anzi, visto che si parla di caffè è più giusto dire dall’aroma) antico ma che non corrono mai il rischio di suonare “vecchi” o “datati”. E’ come dunque se si stesse vivendo un ricordo anziché guardarlo semplicemente attraverso una fotografia sbiadita.
Il richiamo al Progressivo Italiano degli anni 70 e alla tradizione Folk è da considerarsi puramente voluto anche grazie al costante utilizzo del flauto e del violino, non impiegati soltanto per fare colore o tappeto sonoro ma come strumenti portanti col quale vengono tessute trame acustiche corpose e ben sonoricamente impastate, semplici all’ascolto e per questo estremamente efficaci (merito anche di una preparazione tecnica generale di prim’ordine). Una menzione d’onore va fatta senz’altro all’avvincente stile narrativo con il quale si propaga il cantato di Francesco Loro, basato su una bella espressiva e canzonatoria interpretazione vocale di testi incentrati su alcuni irresistibili giochi di parole.

Questo il Videoclip di “Mani in Pasta”, brano che in tutto il suo incedere contiene la summa delle abilità musicali e compositive della band, mostrandocela al momento in uno stato di forma eccezionale:

Di seguito altri indirizzi utili dove poter sorseggiare un buon caffè:

Sito web: www.caffedeitrenipersi.com
Facebook: https://www.facebook.com/ilcaffedeitrenipersi
Twitter: https://twitter.com/caffedeiTP

P.S – BUONGIORNISSIMO!!!!CAFFEEEE????!!

Puntata 10 – Aidoru

aidoru

Quella che vi proponiamo durante questa settimana è senza dubbio una puntata “particolare” in quanto eccezionalmente non è ascrivibile alle consuete monografie dedicate a nuove realtà musicali, ne tantomeno si riferisce a nessuno speciale sull’artista di richiamo di turno. Abbiamo invece voluto cogliere l’occasione per dibattere, richiamare l’attenzione ed aprire qualche spunto di riflessione su un malcostume tipicamente italiano e il mezzo a nostra disposizione con cui poterlo fare diventa appunto questa puntata specifica la quale, nel nostro piccolo, ci auguriamo possa fungere da ulteriore cassa di risonanza: discuteremo insieme al nostro ospite dunque delle –chiamiamole così– “insormontabili problematiche” che spuntano fuori puntualmente tutte le volte che qualcuno si prodighi concretamente per favorire la diffusione, la realizzazione e la valorizzazione di progetti culturali, con la conseguenza che il lavoro e la passione di chi opera in questo settore risulta inesorabilmente sempre vanificato da presunte, discutibili e malcelate “decisioni superiori”.

La questione nel caso specifico riguarda il destino a cui sta per andare incontro, in termini di gestione, uno dei siti più belli e suggestivi dell’intera Romagna, ossia la Rocca Malatestiana di Cesena, uno spazio di primario interesse storico-culturale in posizione privilegiata nel centro cittadino all’interno del quale durante l’Estate 2016 Area51 aveva organizzato un ciclo di appuntamenti live dedicati alle proprie band dal titolo Area51 Sunset. Ce ne parla in studio Dario Giovannini di Aidoru, l’Associazione che al suo interno ha finora operato (e ci auguriamo di cuore continui, nonostante le possibilità al riguardo siano ormai ridotte) in ambito produttivo nel mercato delle creazioni artistiche teatrali e musicali, occupandosi direttamente del management, della promozione, della realizzazione e diffusione di progetti ed eventi speciali.

aidoru-ad-area51 Volendo allegerire per un momento il discorso e riportare dunque Area51 sulle proprie consuete coordinate, l’associazione fa a sua volta capo al gruppo musicale Aidoru, band dalla proposta musicale multiforme (dove convinvono jazz, post-rock, punk e musica colta) nata a Cesena negli anni 90 composta da Mirko Abbondanza (basso), Michele Bertoni (chitarra, basso, melodica, percussioni), Dario Giovannini (chitarra, tastiere), Diego Sapignoli (batteria, percussioni, samplers, glockenspiel, melodica) e di cui durante la puntata ascolteremo alcuni dei brani più rappresentativi. La band è ad oggi ferma all’ultimo lavoro in studio Zodiaco Elettrico – AIDORU PERFORMS KARLHEINZ STOCKHAUSEN’S TIERKREIS (Aidoru Associazione/Nda Press/Interno4 Records) riproposizione del “Tierkreis” di Karlheinz Stockhausen in chiave rock accompagnata da un libretto di 64 pagine composto da scritti teorici e analitici di musicologi, studiosi e giornalisti, che prendono come pretesto l’esecuzione del “Tierkreis” da parte degli Aidoru per affrontare alcuni temi riguardanti lo stato della ricerca nella musica odierna. Di seguito un estratto del brano “Scorpio” eseguito presso il Teatro Bonci di Cesena.

Per quel che riguarda invece il tema portante della puntata, per capire un po’ gli antefatti della questione, la sua complessità e i suoi possibili (nel bene e nel male) sviluppi vi suggeriamo questa volta di prendere come riferimento non queste poche righe di introduzione ma l’ascolto integrale della puntata onde evitare sia noi che voi di cadere nelle facili retoriche da “lettura del titolo senza leggere l’intero articolo” che potrerebbero soltanto a distrarci tutti quanti dal punto focale. Come sempre le soluzioni vanno proposte ma per renderle concretamente realizzabili occorre altresì chi le sappia e soprattutto chi le voglia ascoltare!

Di seguito tutti i riferimenti web per approfondire i ricchissimi contenuti proposti dalla Rocca Malatestiana di Cesena, da Aidoru Associazione ed Aidoru band:

Rocca Malatestiana di Cesena – Bene Comune: http://www.roccamalatestianadicesena.it/
Aidoru – Associazione: http://www.aidoruassociazione.com/index.php
Aidoru – Band: http://www.aidoru.org/Homepage.html

Puntata 9 – Alessandro Fiori

Alessandro Fiori

Tra una novità musicale e l’altra ogni tanto arriva il momento per Area51 di rendere omaggio ad un pezzo da 90 dell’underground italiano, come ormai accade da diverse stagioni. Una doverosa premessa per introdurre la Puntata Speciale di questa settimana il cui protagonista è appunto un artista di una certa esperienza e con un certo blasone che nel suo ultimo bellissimo lavoro ha dimostrato come sia possibile reinventarsi pur rimanendo se stessi, insegnando anzi ad ascoltatori e a giovani promesse musicali “come si fa”. Salutiamo dunque il nostro ospite speciale Alessandro Fiori!

alessandro-fiori-area51 Cantautore polistrumentista aretino noto tra le altre cose per essere stato uno dei fondatori dei leggendari Mariposa ma anche di altri progetti altresì interessanti quali Amore, Craxi, Assodifiori, Stres e Betti Barsantini, durante il corso degli anni fa incetta di collaborazioni eccellenti con artisti quali Tristan Honsinger, Marco Parente, Paolo Benvegnù, Cesare Basile, Enrico Gabrielli, Alessandro “Asso” Stefana, Zen Circus, Danilo Gallo, Emanuele Maniscalco, Stephan Sieben, Dimartino, Zeno De Rossi, Sebastiano De Gennaro, Colapesce

Nel 2010 esce il suo primo lavoro da solista “Attento A Me Stesso” (Urtovox), a cui segue “Questo Dolce Museo” (Urtovox, 2012, inserito nel settembre 2013 nella rosa dei cinque finalisti della Targa Tenco nella categoria “Album Dell’Anno”) e “Cascata” (Viceversa Records, 2013, anno in cui si aggiudica il PIMI 2013 al Meeting delle Etichette Indipendenti come “Miglior Solista”. Dal 2014 è attiva la sua etichetta indipendente Ibexhouse che include anche uno studio di registrazione (Studio Rudere) dove cura in prima persona la direzione artistica di lavori propri ed altrui.

Ed è da una coproduzione tra questa etichetta ed Alabianca che a Novembre dell’anno appena passato scaturisce “Plancton” (Woodworm), lavoro in cui Alessandro Fiori ridefinisce le sue coordinate musicali tanto da considerarlo come il suo “Kid-A” (ogni spiegazione riguardo questo titolo citato crediamo sia davvero superflua!). La componente elettronica diviene infatti il substrato su cui poggiano questi brani i quali, in dolce contrasto armonico con il registro acustico affidato all’utilizzo di un harmonium Farfisa a dir poco “vintage”, si propagano tra l’inquieto e il sardonico attraverso strutture a tratti free-jazz. Decadente, romantica e disincantata, con questa nuova proposta musicale tende a sostituire la sua veste tradizionalmente cantautoriale con una più prettamente autoriale dove i contenuti non sono più soltanto raccontati bensì raffigurati.

alessandro-fiori-live In questa puntata speciale di Area51 ascolterete dunque alcune tracce tratte dal suo nuovo lavoro: seppure la natura dei brani a volte possa sembrare minimalista (il che non è certo un difetto, anzi…), in fase di arrangiamento ed esecuzione nell’album figurano diverse collaborazioni tra le quali segnaliamo anche la prestazione di FRNKBRT, eclettico producer che abbiamo avuto occasione di ospitare nella stagione scorsa del nostro programma.

Questo è Videoclip di “Mangia!” primo singolo estratto da “Plancton”: si tratta di un video in bianco e nero ed è un chiaro(scuro) omaggio a “Eraserhead” del maestro David Lynch:

Facebook: https://www.facebook.com/alessandrofiorifans/?fref=ts

Twitter: https://twitter.com/fiorialessandro

Puntata 8 – Cacao

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Anche durante la settimana dell’anno più famigerata della musica italiana, coincidente col sempre discusso ma a quanto pare imprescindibile Festival di Sanremo, Area51 prosegue comunque la sua missione e vi propone l’ennesima interessante realtà musicale proveniente dall’altro lato della barricata. Loro vengono da Ravenna, hanno un nome alquanto commestibile ed hanno una voglia di sperimentare che a momenti neanche i più blasonati chef con i loro piatti. Che meraviglia sti Cacao!

Cacao @Area51 La band è formata dalla coppia di attacco Diego Pasini (basso) e Matteo Pozzi(chitarra). Diego Pasini dal 2012 fa parte dei Ronin[ospiti ad Area51 Ed.2016] sostituendo Chet Martino nella parte finale del tour di “Fenice” per poi suonare e registrare il disco “Adagio Furioso” e gli Ep “Stalingrad“, “Area51/Split_Ep#1” (la prima release della nostra etichetta Area51 Records nella quale la band figura in coppia con gli Uyuni[ospiti ad Area51 ed.2012] e “I See Them”.Nel 2015 ha partecipato allo spettacolo della compagnia teatrale Teatro delle Albe “Il volo – la ballata dei picchettino” tuttora in replica con Francesco Giampaoli (in formazione a due bassi ), il rapper Moder [ospite ad Area51 Ed.2013], Luigi Dadina e Tahar Lamri. Matteo Pozzi fa il barista e il grafico e sotto lo pseudonimo di Mavritivs produce paesaggi sonori lisergici per pochi eletti a feste segrete ispirandosi a Flying Lotus, Aphex Twin e tutti quelli che sono stati i suoi ascolti.
Entrambi sono membri fondatori della band punk-hc Actionmen della quale fanno parte tuttora e figurano come musicisti anche nella live band di Mara.

I Cacao hanno debuttato in pompa magna a Novembre 2016 con “Astral” (Brutture Moderne, distribuzione Augioglobe/The Orchard), disco co-prodotto con Francesco Giampaoli allo studio Al Mare, anticipato dal singolo “Brasilio” e basato sui botta e risposta tra basso e chitarra con alcuni interventi di elettronica minimale. Nella musica del duo ci si può trovare un po’ di tutto, dal rock al blues alla psichedelia passando per kraut, wave e tribalismi, il tutto in maniera armoniosa e con una veste “internazionale”. I brani sono variegati, ricchi di spunti ed idee ed aumentano di interesse soprattutto durante loro incedere deforme e chiaroscurale: in sostanza è come se si trattasse di musica fatta intenzionalmente per gioco ma che all’atto finale diventa un tuttuno serio e concreto.

Questo il videoclip appunto del brano “Brasilio”, un lungo e ben strutturato viaggio tribal-psichedelico che col suo andazzo paranoico e inquieto fa tornare alla mente il lato meno festaiolo del Paese e dunque gli antichi stereotipi sui presunti rischi a cui sarebbero esposti i turisti in vacanza in Brasile:

Per tutti i golosoni all’ascolto:

Fb: Cacao
Soundcloud: https://soundcloud.com/cacao

P.S – Non possiamo fare a meno di segnalarvi che nelle file della sezione giovani di Sanremo partecipa una “certa” Marianne Mirage, artista che nell’edizione 2013 ospitammo qui in trasmissione come leader di un altro progetto (The Forces of Nature) sul quale all’epoca nutrivamo grande ottimismo ed aspettative. Ma in cuor nostro già intuivamo che il suo carisma ed il suo talento l’avrebbero portata da lì a breve a scegliere un percorso solista e diametralmente opposto: il naturale punto di arrivo è stata dunque questa partecipazione alla (volenti o nolenti) manifestazione ammiraglia della musica italiana con un brano che già si preannuncia come tormentone radiofonico. Un grosso e sentito in bocca al lupo per tutto da Area51!

Puntata 7 – Hibou Moyen

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Il protagonista di questa settima puntata di Area51 è un perfetto esempio di talento puro capace di saper trasmettere in maniera essenziale e poetica attraverso musica e parole emozioni ed immaginari dal gusto antico, senza dover ricorrere dunque a nessun artefatto da “mercatino vintage” come più delle volte accade nella nostra nicchia di riferimento ogni qual volta che si cerchi di “vendere” a livello di forma e non di sostanza i “sapori” dei tempi che furono. Non poteva esserci migliore introduzione per presentarvi Hibou Moyen!

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Si tratta del progetto solista di Giacomo Radi (Chitarra acustica e voce), cantautore maremmano e abile fotografo proveniente dagli ambienti dell’Alternative Rock che colto da improvvisa ismania creativa ha deciso di incentrare la propria proposta musicale su composizioni dal taglio epico ed intimista, facendosi supportare nei live da Andrea Gozzi (Chitarra elettrica, in pianta stabile dal 2014), Nico Pistolesi (Piano e synth) e Giuliano Franchi (Chitarra elettrica). Nell’aprile 2014 esce il primo LP Inverni (Private Stanze) prodotto insieme a Luca Spaggiari dei Fargas) mentre l’anno successivo è il turno dell’EP Ancora Inverno (contenente due brani per chitarra e viola da gamba). Fin Dove Non Si Tocca è il suo recentissimo secondo album, un lavoro che si avvale della produzione di Umberto Maria Giardini (ospitato qualche edizione fa qui ad Area51 in occasione di una puntata speciale) uscito appunto a Novembre 2016 per Private Stanze/Audioglobe con tanto di confezione a tiratura limitata e il cui titolo si ispira a Il Naufragio del Nautilus.

Si tratta di un lavoro composto da 10 brani delicati, poetici, al contempo compatti e ricchi di quel bel sapore asprigno che serve a contrastarne la patina zuccherina al fine di elicitare dunque i sensi di profondità ed intensità; musicalmente parlando possiamo apprezzare come cantautorato di stampo italiano e folk americano passeggino tranquillamente a braccetto prendendosi il loro tempo, guardandosi attorno e cogliendo tutte le sfumature di cui si circondano. L’influenza di Umberto Maria Giardini è riscontrabile in più punti, soprattutto nel modo di interpretare i brani che denota la volontà di non confinare lo stile ad una riproposizione in chiave pittorica del cantautorato classico italiano ma di andare ben oltre, “sporcando” così le proprie composizioni in modo che risulti tangibile ai sensi la carne di cui sono formate.

Il videoclip di “Efelidi”, un esempio di canzone d’autore con contenuto al servizio dell’interpretazione:

Hibou Moyen in francese vuol dire Gufo, pertanto sta a voi scoprire la relazione tra la splendida musica di questo cantautore e l’animale boschivo per eccellenza:

Facebook: https://www.facebook.com/hiboumoyen/?fref=ts

P.S – Durante questa puntata Area51 metterà in palio per i propri ascoltatori due biglietti omaggio per l’evento Two Moons + Caron Dimonio live @Covo Club – Bologna, serata in collaborazione con la nostra trasmissione che si svolgerà Sabato 4 Febbraio presso lo storico Covo Club di Bologna e nella quale i nostri vecchi amici Two Moonspresenteranno ufficialmente il loro nuovissimo album Cognitive Dissonance all’interno del release party della neolabel Atmosphere Records, dividendo il palco con altri nostri vecchi amici, i Caron Dimonio. Partecipate numerosi!