Puntata 9 – Fluxus

Immaginatevi di aver avuto in passato un amico con il quale avevate legato in maniera viscerale, condividevate modi di fare, pensare e sentire e che per voi rappresentava un punto di riferimento; e poi improvvisamente, per una serie di motivi vari, le vostre strade si sono divise ma il suo ricordo nonostante tutto è sempre rimasto vivo in voi tanto che dopo diversi anni, grazie ad una circostanza fortuita, vi rincontrate e non solo scoprite non è cambiato nulla nel vostro rapporto ma addirittura il legame sembra essersi rinforzato.
Potrebbe sembrare un normale passaggio di un qualsivoglia romanzo di formazione, eppure questo è esattamente lo stato d’animo che abbiamo avuto noi di Area51 alla notizia dell’uscita del nuovo album dei protagonisti di questa puntata speciale: una band straordinaria che negli 90 avrebbe meritato di sedere nel gotha del rock alternativo italiano insieme a colleghi più illustri, purtuttavia il loro essere estremamente “interessanti” e “non convenzionali” (incredibile a dirsi ma questi due aspetti, anche in quella che doveva essere lìepoca d’oro del rock alternativo, venivano considerati da molto pubblico di allora più come limite che come ulteriore motivo di interesse) ed alcune scelte di promozione del proprio messaggio (dalle copertine alla distribuzione degli album, ad esempio) non propriamente in linea con le mode e le modalità di quel periodo non hanno giovato alla giusta e altresì naturale diffusione della loro proposta musicale, non facendogli di fatto raccogliere esattamente quanto seminato.

Noi come altri fans della prima ora però non li abbiamo mai dimenticati e del resto anche la critica musicale (quella seria e competente!) ne ha sempre riconosciuto i meriti, l’importanza storica e la consistente portata dei loro contenuti musicali, perché se non altro la band è riuscita comunque a preservarsi da quegli esaurimenti artistici e imborghesimenti musicali che hanno coinvolto i loro più esimi colleghi del rock italiano (la qualità di un prodotto non è sempre quantificabile con la sua vendita, per fortuna!): sta di fatto quindi che dopo ben 17 anni la band ha deciso di rimettersi in gioco con un nuovo album, un lavoro potentissimo che avremo l’onore di presentare in anteprima radiofonica qui in occasione di questa puntata speciale di Area51.
Standing ovation per i Fluxus!!!

Tanto inaspettato quanto graditissimo dunque questo ritorno della storica band hardcore-punk torinese (la scena di orgine, ossia quella della Torino nichilista dell’hardcore militante degli anni ’80, meriterebbe un capitolo a parte), la quale fin dagli albori si è sempre contraddistinta per aver saputo coniugare in maniera interessante ed innovativa le distorsioni a tutto volume delle chitarre elettriche con i cantati in lingua italiana. Il loro disco d’esordio Vita in un Pacifico Mondo Nuovo (No Way Records, 1994, titolo preso in prestito dalla rivista “La Torre di Guardia” distribuita dai testimoni di Geova) è una delle gemme più pure (e al contempo nascoste) del panorama underground italiano, uno di quegli album che non dovrebbe mancare a nessun ascoltatore di alternative rock che voglia definirsi tale (da citare assolutamente tra le altre la vorticosa ed allucinata “Pelle”). Nonostante abbia ricevuto il giusto interesse più nel corso degli anni rispetto al momento in cui è effettivamente uscito, proprio come è avvenuto del resto per l’intera opera dei Fluxus, l’album rappresenta l’ideale punto di partenza di una discografia di alto livello: Non esistere (Free Db’s, 1996, con la line-up completata dagli ex-Negazione Tax Farano alla chitarra e Marco Mathieu al secondo basso e con la produzione artistica di Iain BurgessBig Black, Tar, Mega City Four-), Pura lana vergine (disco distribuito come inserto del quotidiano Il Manifesto nel 1998, il che la dice lunga sul loro stato di coscienza civile del momento) e Fluxus (Furious Party, 2001 con ospiti Roy Paci e Teo Tehardo) sono lavori contraddistinti da sostanza, personalità e soprattutto da testi intelligenti, lucidi e nevrotici, vero marchio di fabbrica della band.

Da quel momento in poi se si eccettua il disco mai pubblicato Satelliti e Marziani del 2005 la band esce di scena ed i suoi membri intraprendono strade separate. Tuttavia l’interesse intorno a loro non resta ne sopito e neppure circoscritto ad uno zoccolo duro di fans fedeli e devoti, per cui nel 2013 la Mag-Music in collaborazione con V4V Records fa uscire una raccolta di brani che abbracciano tutta la loro discografia esistente reinterpretati da band quali Marnero, Majakovich, Gli Altri dal titolo Tutto da rifare, un omaggio ai Fluxus; il titolo riprende l’omonimo brano contenuto in “Pura lana vergine” -per chi scrive uno degli episodi più significativi di tutto il rock italiano!-

Nel 2015 i Fluxus tornano allora finalmente a suonare insieme e dopo due uniche date dal vivo decidono di registrare un nuovo disco, in presa diretta e completamente autoprodotto: il titolo è Non si sa dove mettersi e la band per pubblicarlo sceglie la strada del crowdfunding attraverso la piattaforma Musicraiser. Il disco, del quale verrà stampato un vinile a tiratura limitata di 300 copie numerate, uscirà ufficialmente l’8 Febbraio 2018 e la band ha deciso per l’occasione di presentarlo in anteprima radiofonica qui ad Area51! A parlarne con noi non poteva che esserci Franz Goria in persona, chitarra e soprattutto inconfondibile e storica voce del gruppo il quale insieme al suo fido Luca Pastore (basso), l’altro membro storico Roberto Rabellino (batteria) e Fabio Lombardo (chitarra), hanno confezionato un coming back di tutto rispetto, potente tirato ed espressivo come del resto ci aspettavamo e soprattutto al passo con i tempi, anzi, in grado di prendere ancora a calci nel sedere una buona parte della discografia contemporanea italiana. Il senso del disco è stato riassunto chiaramente dalla band in questo modo: “Il titolo “Non si sa dove mettersi” è una citazione degli Stormy Six ed è una frase che riassume bene la situazione. Non si sa dove mettersi, c’è una mancanza di posto. È una descrizione della dimensione in cui ci troviamo tutti. È come se ti fossi alzato un attimo e ti avessero preso il posto in cui stavi prima, un po’ come il gioco delle sedie.”

Ascoltare l’intervista per credere e poi andarsi a riscoprire da capo l’intera discografia dei Fluxus, nessuna operazione nostalgia ma nient’altro che il gradito ritorno di una band della quale soprattutto in tempi come questi sentiamo l’assoluto bisogno e che, per chi se la fosse persa fino ad adesso, potrebbe rivelarsi un’importante e necessaria riscoperta. Proprio come il fantomatico vecchio amico di cui si accennava all’inizio!

Questo il Teaser di “Non si sa dove mettersi”:

Questo l’ottimo singolo che ha anticipato il nuovo lavoro, “Ma ero già indietro” (“[…]Io non rinumcio a niente, sono le cose che rinunciano a me![…]

E per concludere…il mantra di sempre!

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