Puntata 5 – Tegu

tegu

[…]Fred Ostile, a dispetto del suo nomignolo, si era rivelato invece molto ospitale mettendoci a disposizione per la notte la sua pittoresca casetta lungo un sentiero boschivo appena fuori le mura urbiche di Urbino, con vista sul meraviglioso Palazzo Ducale. Era ormai la mezzanotte passata, avevamo da un paio di ore concluso la nostra esibizione live presso il vicino piccolo locale trendy da aperitivo musicale gestito dal solito “furbetto” che esige dalle band “massima resa e minima spesa” (se lo desiderate, su esplicita richiesta vi verrà fornito il nome affinché ve ne guardiate bene dal frequentarlo) e, tra una birretta e l’altra, ce ne stavamo rammaricando allegramente. Quando ecco che di un tratto il nostro batterista prende in mano una chitarra acustica che giaceva lì tra l’arredamento della casa e comincia a strimpellare alcuni brani in lingua inglese, intepretati in maniera tale da trasmettere pathos e viscere a non finire. Soltanto in seconda battuta egli ci confessa che queste erano in realtà una serie di canzoni scritte ed arrangiate da lui stesso e che quella sera desiderava condividerle con noi. Ed è così che Tegu, fino a quel momento conosciuto ed apprezzato da noi tutti principalmente come valente batterista, ci ha dimostrato attraverso uno slancio emotivo fuori dal comune quanto mangiasse vivesse sentisse e respirasse musica a 540 gradi più di tutti noi messi insieme, rivelandoci il suo volto più sorprendentemente intimo e sincero: ascoltarlo ed ascoltare ciò che aveva da dire è stato per noi un pregio ed un privilegio![…]

Senza entrare troppo nei dettagli dell’estratto di cui sopra vi confermiamo soltanto che si tratta di un’esperienza vissuta realmente un anno fa proprio da chi scrive, il quale ha avuto la fortuna di assistere direttamente all’indiretta prima esibizione del sopracitato novello cantore, nato/noto come batterista nei più disparati progetti italiani ma che da pochissimo ha dunque deciso di guardare in faccia più da vicino quel pubblico da cui finora ha sempre ricevuto apprezzamenti soltanto da dietro le pelli di una batteria. Ve lo presentiamo qui, come protagonista della quinta puntata della stagione di Area51 (la prima del 2017), in questa inedita veste cantautorale: Tegu!

tegu-area51 All’anagrafe schedato come Matteo Sideri da Senigallia (AN), Tegu si è fatto e si sta facendo valere e pure tanto come batterista soprattutto in alcuni progetti musicali che non a caso sarebbero poi stati ospitati negli anni in alcune diverse edizioni del nostro programma (Above the Tree & The E-Side, Maria Antonietta, Ronin e Matteo Fiorino) e, per di più, nel frattempo ne sta coltivando altrettanti (STORM{O}, BUSHI…)! Tuttavia quello che ci interessa a noi in questa puntata è come accennato prima la sua controparte cantautoriale, inaugurata ufficialmente due giorni prima di Natale con l’uscita del primo disco solista “Per Chiudere un Cerchio”, lavoro composto da 10 brani voce e chitarra con testi in lingua inglese, registrato presso La Casa della Grancetta di Senigallia ed uscito in coproduzione Big Lakes/Mangiare Bene Dischi.

I brani si propagano in maniera diretta e viscerale attraverso sonorità folk condite da fraseggi punk e suggestioni emo dove voce e chitarra si fondono tra loro in maniera maggiormente ritmica anziché armonica (come se la logica compositiva e la furia espressiva proprie del batterista si palesassero in continuazione avvolgendo nei loro mood le melodie, comunque sempre ben orecchiabili e mai lasciate completamente in balìa della onnipresente attitudine punk). I testi sono per lo più autobiografici e il punto di forza diviene proprio la loro interpretazione, eseguita attraverso un modo di cantare sofferto ma coinvolgente capace di far cogliere anche all’ascoltatore più distratto tutte le sfumature dell’ondivago stato d’animo che si annida nel musicista.
Il messaggio è più o meno questo: “voglio comunicarvi in prima persona con voce e chitarra tutto quello che ho dentro e che fino ad adesso ho sfogato soltanto tra me e me dalle retrovie su una batteria”. La differenza con i molteplici e banali progetti paralleli che purtroppo molto spesso nascono ovunque e da chiunque per noia/eccesso di egocentrismo/abbondanza di tempo a disposizione da riempire sta soprattutto nell’urgenza, nella sensibilità e nell’emotività dei contenuti che Tegu sa esprimere attraverso queste canzoni semplici e al contempo dense.

Questo è il videoclip di “My Car Vs The Flood”, altro bellissimo brano autobiografico in cui il ricordo è legato alla tremenda alluvione che sconvolse Senigallia qualche anno fa. Per la cronaca, l’automobile è fortunatamente ancora in funzione!

Per chi si trovasse nei pressi di Bologna nei prossimi giorni, l’Alter Tegu vi spiegherà a parole sue come provare ad essere meno superficiali nei confronti della vita in un paio di date:

15 Gennaio @Zoo – Bologna
27 Gennaio @Efesto House Concert – Bologna (House concert in cui si accede prenotando all’indirizzo efestohouse@gmail.com)

FB: TEGU
Bandcamp: https://biglakesrecords.bandcamp.com

P.S – Questa puntata è dedicata alla memoria di Andrea Palmieri, qui a Radio Città del Capo conosciuto come Il Papero, voce storica dell’emittente prematuramente scomparsa qualche giorno fa. “Beyond the Realms of Death may You rest in Peace”!

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