Puntata 16 – FemmeFolk

FemmeFolk

Complice l’improvviso intensificarsi della Primavera, qui ad Area51 abbiamo riscoperto il piacere delle passeggiate per parchi cittadini, in cerca di un gazebo sotto il quale trovare qualche interessante ensemble di musica acustica da ascoltare senza troppi pensieri, approfittandone così per staccare per un momento la spina e far riposare le nostre orecchie dopo le abbondanti dosi di schitarrate e/o beat digitali che ci hanno accompagnato finora durante il corso delle puntate.
Ebbene, la ricerca ha dato i suoi frutti e pertanto, in quel di Ravenna, abbiamo scovato il quartetto che fa al caso nostro, formato da quattro gentili e gioiose donzelle e con il quale contribuiamo così anche noi, qualora ce ne fosse mai stato bisogno nella nostra trasmissione, a supportare le famigerate “quote rosa”. Adesso tutti seduti, si va ad ascoltare la musica senza tempo delle FemmeFolk!

Femme Folk @Area51 Quartetto dunque tutto al femminile composto da Donatella Antonellini (organetto, chitarra, voce, castagnette e composizione), Caterina Sangiorgi (flauto traverso, voce e percussioni), Nicoletta Bassetti (viola e violino) e Valeria Cino (contrabbasso) che con leggerezza e profondità è in grado di spaziare agevolmente tra walzer, bourrée, scottish, mazurke, balli staccati, liscio, pop, rock, jazz, classica, dance, ambient e musica d’atmosfera, non necessariamente in quest’ordine.

Il loro primo omonimo album, uscito a Febbraio per Bajun Records, vanta infatti sonorità ricche ed eleganti e al contempo scarne e “orecchiabili” ispirate in egual misura alla musica popolare francese e a quella da camera per sconfinare allegramente nell’etno-folk. I brani contenuti sono in parte riproposizioni riarrangiate di temi noti non soltanto della cosiddetta musica colta (spettacolare in questo senso la citazione di “Locomotive Breath” dei Jethro Tull), in parte composizioni originali che si rifanno comunque alla tradizione.
Nessuna pretesa di “stupire con effetti speciali” ma semplicemente intrattanimento allo stato puro, per un ascolto da seduti e in piena scioltezza oppure per un accompagnamento danzereccio (qualora si abbiano le basi fondamentali per abbinare i giusti balli ai loro diversi brani). Eppure, l’ascoltatore più attento non può non notare tra le righe anche quella componente rock intrinseca al quartetto che non solo non guasta mai, ma è in grado di dargli la giusta dose di energia e soprattutto credibilità sonora, facendola distinguere sensibilmente dalle comuni “orchestrine”.

Questo è il video di una loro esibizione al Teatro Petrella di Longiano (FC) nella quale eseguono “Brume”, le cui note accompagnano una danza di coppia dal nome “Scottish Impari” inventata da Gerard Godon dell’ensemble provenzale Parasol.

Facebook: FemmeFolk

Il loro approccio alla musica si riassume in una frase del compianto Jerry Garcia dei Grateful Dead, inserito in appendice al loro disco: “Voglio scusarmi in anticipo con chi pensa che noi siamo qualcosa di serio. per noi la serietà sta nella spensieratezza.”

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