Puntata 21 – Barely Awake

Barely Awake

Vi consigliamo caldamente di segnarvi il nome della band ospite di questa puntata poiché, oltre a rappresentare una vera ventata di freschezza all’interno del nostro tanto amato ma più delle volte stantìo e ridondante underground musicale, è l’artefice di uno dei migliori debut-album che ci sia mai capitato di ascoltare non solo nel 2015 ma da un po’ di anni a questa parte. E non finirà affato qui poiché a giocare a loro favore ci sono anche la giovane età e, di conseguenza, un potenziale che ancora deve completare del tutto la sua esplosione. Loro, come del resto buona parte delle più quotate realtà musicali che abbiamo ospitato durante le varie edizioni, provengono dalla ridente e transitoria Pesaro (“Coincidenze? Io non credo [cit.]”) e si chiamano Barely Awake.

Barely Awake @Area51

Si tratta nello specifico di un quartetto composto da Francesco Agostini (chitarra e voce principale), Lorenzo Badioli (chitarra), Richard Nacinelli (basso e voce) e Diego Cardinali (batteria), in attività dal 2009; i loro primi periodi sono caratterizzati da due Ep (“Failure” del 2010 composto da 5 brani + intro ed outro e “Social deathwork” del 2012, composto da 3 brani + intro) e una serie di live in giro per l’Europa nei quali senza timori reverenziali danno sfoggio di un’eclettico quanto sperimentale Math-Rock dalle sonorità Harcore-Metal. Con il passare del tempo l’aggressività primigenia viene dosata e plasmata in virtù di una padronanza tecnica e compositiva tali da favorire l’inserimento di elementi melodici e psichedelici ricchi in varietà ed eleganza, dopodiché arriva il momento della prova di maturità e la band risponde con questo full-lenght omonimo, potenziale capolavoro composto da ben 16 brani che scorrono via senza un minimo cedimento emotivo (una rarità di questi tempi!): il lavoro è disponibile in free download dal 15 Marzo sulla piattaforma musicale indipendente DIYSCO.com e si avvale di missaggio e mastering di Paolo Rossi presso lo Studio Waves di Pesaro (Cosmetic, Altro, Be Forest, Soviet Soviet). Attualmente la band è impegnata nella promozione live del nuovo album con un tour in Russia.

Si tratta di un disco di una fluidità disarmante nonostante ogni capitolo musicale che lo compone sembrerebbe quasi a se stante visti i repentini e continui cambi di stile ivi contenuti: ci sono momenti corali, acustici, quasi Pop intervallati da cambi di tempi devastanti, riff al vetriolo e viaggi psichedelici ma al di là delle dichiarate sperimentazioni in chiave Math-Rock (linea guida che tiene unito il tutto senza che rischi di sembrare un’accozzaglia senza ne capo ne coda) l’aura percepibile al suo interno è quella tipica dei dischi Progressive anni 70, dove ogni brano mostra nei momenti più inaspettati diverse sfaccettature da scoprire ed assaporare.
I singoli incastri strumentali disseminati ovunque mostrano in maniera palese le eccelse doti tecniche e melodiche dei singoli componenti, tuttavia anche nei momenti in cui sembrano divagare restano sempre al servizio della forma canzone vera e propria, dove finalmente a condurre i giochi è una voce vera, espressiva, poliedrica e “intonata”. Per quel che riguarda i riferimenti musicali, alcuni nomi da citare potrebbero essere i Mars Volta, gli stessi At The Drive In o addirittura i Faith No More ma più concettualmente e per quel che riguarda le loro radici che non nelle singole composizioni, dove la voglia di misurarsi con un ritrovato e notevole gusto per la melodia sembra indicare la direzione dove i nostri tenderanno a muoversi (di sicuro con risultati importanti) da qui al futuro.

Il concetto espresso in queste ultime righe lo possiamo riscontrare nel brano da cui è tratto il seguente videoclip, “Where Else is Me?”, ballatona epica intrisa di un irresistibile sapore dolce-amaro tipicamente anni 90, una serie di piccoli pugni dati durante una coccola continua, protettiva e non melensa (da segnalare la splendida coralità alla “The Great Gig in The Sky” dei maestri Pink Floyd a fare capolino). Artwork e video sono curati dalla band stessa, piccoli dettagli che la dicono lunga sulla consapevolezza dei propri mezzi.

Ogni tanto un po’ di sano Rock moderno e contemporaneo che poggi le basi sugli insegnamenti dei Maestri fa bene al fisico e alla mente e per fortuna esistono band come i Barely Awake a ricordarci di quanto ne abbiamo bisogno.

SITO WEB: www.barely-awake.diysco.com
FB: www.facebook.com/barelyawakeband

Nella rubrica in appendice Instant Kalporz i redattori di Kalporz.com ci dicono ancora una volta di più: del resto il personaggio che si cela dietro la protagonista della settimana Shilpa Ray è lo stesso che nei primi due dischi ( “A Fish Jook An Open Eye” e “Teenage Torture”) si affiancava ad una band dal nome Her Happy Hookers (in inglese “puttanelle”). Dopo il precedente “It’s All Self Fellatio” la nostra disinibita cantante newyorkese ci delizia con “Last Year’s Savage” (Northern Spy Records), un lavoro punk-blues dove in un ideale rito orgiastico convivono le pulsioni e le melodie di Nick Cave, Patty Smith e Blondie.

Che puntata! Che puntata! Persino l’appendice finale a “luci rosse”! Ah, ma quante ne ha da dire Area51

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