Puntata 17 – M+A

M+A

Se pensate che nella città di Forlì fosse presente quasi esclusivamente una diffusa mentalità da balera e che pertanto da questa amena cittadina romagnola potessero venire fuori soltanto produzioni musicali adatte per il ballo liscio, beh, forse non avete tutti i torti. Ma il guizzo, il lampo, l’intuizione, la padronanza di mezzi o la botta di fortuna (dipende da come si preferisce considerare la capacità di uno o più artisti di inserirsi in un contesto, canale, percorso, giro giusto che consenta loro la cosiddetta “svolta” artistica e di visibilità) non hanno quasi mai connotazioni geografiche ben definite, pertanto può capitare che due giovani musicisti, benché originari della città di Eulalia Torricelli di cui sopra, riescano a ignorare completamente i cliché propri del loro milieu culturale di appartenenza al punto di riuscire a proporre invece una musica da ballo dal respiro internazionale, che non sia per la Sagra della Seppia di Cervia ma addirittura ad uso e consumo per situazioni come il Glastonbury Festival!
Ladies & Gentlemen, M+A! Let’s dance!

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Il progetto è formato dunque da Michele Ducci e Alessandro Degli Angioli, due giovani musicisti romagnoli (coadiuvati nei propri live del batterista Marco Frattini) dalle idee molto chiare e che, almeno dal punto di vista squisitamente musicale, abbiamo capito che di italiano hanno ben poco: in linea con le sonorità da loro proposte, a cavallo tra Pop elettronico e downbeat da dancefloor che per qualche recondito motivo tocca anche le corde degli ascoltatori del nostrano panorama “indie”, l’ubicazione dei singoli membri varia infatti in maniera sesquipedale tra Bologna, Londra e Bergen. Poche e frammentarie le notizie biografiche a disposizione, un po’ per il monicker di difficile reperibilità sui motori di ricerca e un po’ per l’intensa attività live che li coinvolge a tempo pieno ormai da qualche anno nei più prestigiosi festival mondiali (come appunto quello di Glastonbury, nel quale sono stati proclamati addirittura vincitori del contest Glastonbury ETC, esibendosi così sul palco principale), come a voler privilegiare la loro reale importanza “sul campo” rispetto al solito comunicato stampa laccato scritto a tavolino, che di solito porta a far conoscere alcuni “fenomeni” più sul web che nella realtà.

Da segnalare comunque i lavori in studio Thing.Yes (2011) These Days (2013, dove è contenuto il singolo “When“, “Track of the Day 23/6” su Clash Music Magazine ed il quale video è stato realizzato montando insieme sequenze girate in varie location e le immagini live filmate al Rocket di Milano) e il recentissimo Ep in uscita questi giorni Anyway Milkyway, tutti per l’etichetta inglese Monotreme Records. Musica dunque come esperienza da vivere appunto nei locali, nei contesti e nei palchi dedicati a questo genere, pane per i denti per appassionati di band quali Phoenix e Royksopp, dove i suoni sono un mezzo ma non necessariamente un fine e l’importante è il brano nella sua lineare fruibilità.

Questa è “Do the Shout”, un estratto dal loro imminente Ep Anyway Milkway, brano dalle tinte “balearic” e dal retrogusto funkeggiante: in sostanza un orecchiabilisimo intrattenimento da cocktail-bar stile anni 80 come non se ne sentono da tempo, tanto per rimarcare il nostro orgoglio per questo prodotto nostrano di esportazione!

Visto che in questa puntata ci troviamo (direttamente o indirettamente) a trattare di musica “da ballare”, Area51 coglie questa occasione per sensibilizzare i propri ascoltatori affinché mediante l’ascolto si perseguano sempre sani principi e valori positivi: pertanto, NO MDMA, SI M+A!

SITO WEB: www.ma-official.com
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Sempre a proposito di “valori”, la protagonista musicale della rubrica Instant Kalporz oltre ad essere esteticamente parlando una notevole rappresentante della “categoria” promette bene anche dal punto di vista musicale (non per altro ha definito la sua proposta “Mermaid music”, musica da Sirene): si tratta dell’argentina Tei Shi, al secolo Valerie Teicher, la quale in attesa dell’uscita del suo primo LP ha già sfoderato un apripista dal titolo “Bassically” che segue delle coordinate synth-pop alquanto interessanti.

Ok il rock, ok la musica d’autore, ok le sperimentazioni sonore e la musica “suonata” ma a volte un po’ di leggerezza non può che far bene, come al solito l’importante è la qualità della proposta musicale. E questa è la nostra reale prerogativa con cui vi continueremo ad accompagnare in questa ultima parte della stagione, che vi promettiamo sarà caratterizzata da un crescendo finale ad alto contenuto esplosivo.

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