Puntata 13 – Paolo Saporiti

paolosaporiti2

Molto spesso ascoltando una band o un artista italiano ci sbilanciamo facendo una serie di discorsi a cuor leggero, tra cui uno dei più comuni riguarda la presunta esportabilità all’estero (intesa come ascolto e/o mercato) come termine di paragone. Quest’ultima affermazione tuttavia parte quasi sempre da presupposti errati poiché si tende a farne più una questione di sonorità e generi musicali che, come in realtà ben dovremmo sapere, si rifanno prevalentemente a stilemi propri appunto di altri Paesi, ponendoci culturalmente in una posizione di svantaggio: come se per sembrare all’altezza dovessimo necessariamente produrre musica alla loro maniera.
Sarebbe pertanto opportuno correggere il tiro e, invece di parlare semplicemente di “materiale” che funziona all’estero, capire piuttosto che esistono artisti nostrani di caratura e spessore internazionale, in grado di adottare soluzioni sonore che derivano si da una tradizione o da un contesto musicale oltre confine ma senza che queste snaturino il ricco e ben radicato milieu artistico di cui sono dotati. Un caso emblematico è rappresentato proprio dal nostro ospite di questa settimana, Paolo Saporiti.

Paolo Saporiti @Area51

Dopo un album come trio a nome Don Quibòl (2006) e due dischi solisti (The restless fall del 2006 e Just let it happen… del 2008) tutti editi da Canebagnato Records, il primo punto di svolta per il nostro cantautore/cantastorie meneghino arriverà con la pubblicazione nel 2010 di Alone per la major Universal Music Italia, lavoro arrangiato da Teho Tehardo che porta la critica di settore ad accostarlo a nomi quali Damien Rice e Nick Drake. A questo seguirà nel 2012 l’album L’ultimo Ricatto (Orange Home Records) il quale segnerà tra le altre cose l’inizio di una proficua collaborazione con Xabier Iriondo (Afterhours) per quel che riguarda gli arrangiamenti che si protrarrà nei successivi due capolavori Paolo Saporiti (2014, Orange Home Records) e il recente Bisognava dirlo a tuo padre che a fare un figlio con uno schizofrenico avremmo creato tutta questa sofferenza: a differenza di quanto prodotto in passato, questi ultimi due album si caratterizzano per l’utilizzo del cantato in lingua italiana, con i testi che diventano sempre più profondi e la musica che si articola in una varietà di soluzioni melodiche che interessano sia il Folk anglosassone (per tornare al discorso fatto in apertura) che il Pop italiano anche di matrice radiofonica.

Il live che il nostro ospite ha realizzato per la nostra trasmissione è incentrato sui brani del suo ultimo lavoro: si tratta di un disco doppio con sei brani simmetrici in due diverse versioni, il primo guidato dalla produzione artistica di Raffaele Abbate, dove a Paolo Saporiti (voce, chitarra acustica e chitarra acustica baritona) si affiancano musicisti del calibro di Roberto Zanisi (bouzouki e dobro, Luca Pissavini (basso e contrabbasso), Cristiano Calcagnile (batteria, Fender Rhodes e DrumTableGuitar), Raffaele Kohler (tromba e filicorno) Armando Corsi (chitarra classica), mentre nel secondo Xabier Iriondo oltre a curarne la produzione artistica suona chitarra elettrica, basso elettrico, melobar, sahai baaja, waraku, piatti, batteria elettronica, field recordings.

Musicalmente parlando i brani rappresentano quanto di meglio si possa riuscire a sintetizzare dal Rock indipendente italiano più colto e certo cantautorato ispirato a Fabrizio De Andrè (e non solo per averne fatto la splendida cover di “Hotel Supramonte), cogliendo le sfumature di un folk che tanto sembrerebbe essere ultimamente tornato in auge ma in una modalità molto più inquieta e personale, non convenzionale, dove spesso si sfocia in vere e proprie sfuriate concettualmente violente in netto contrasto con l’anima acustica e melodica di base. Finalmente una bella riproposizione del folk con classe e viscere e non con nostalgia fine a se stessa!

Questa è “Io non ho pietà”, tratta dall’album omonimo precedente (quello della svolta dal cantato in inglese a quello in italiano per intendersi), ossia quando la musica d’autore e il rock alternativo si incontrano/scontrano, più figurativamente quando una persona vestita di tutto punto infila inavvertitamente i piedi in una pozzanghera:

Per “assaporare” il gusto della sperimentazione nel cantautoriale:

Sito Web: http://www.paolosaporiti.com
Facebook: https://www.facebook.com/pages/Paolo-Saporiti/268376037439?fref=ts
Bandcamp: http://paolosaporiti.bandcamp.com/

Da predestinato a diventare un artista di culto a predestinata a diventare le next big thing: questa settimana la protagonista della nostra consueta rubrica Instant Kalporz (a cura della redazione della webzine Kalporz.com) è Courtney Barnett, grintosissima artista che tra breve licenzierà il nuovo album “Sometimes I Sit And Think, And Sometimes I Just Think”.

Puntata con i controfiocchi, cari ascoltatori!!!

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