Puntata 10 – Pip Carter Lighter Maker

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Puntata all’insegna di sonorità e stilemi d’epoca e psichedelia soffusa ma soprattutto di una sempre utile buona dose di allegria e spensieratezza grazie agli ospiti della settimana, i modenesi Pip Carter Lighter Maker, uno di quei pochi casi di band che potrebbe realmente fregiarsi del termine underground non tanto per costrizioni dovute a fattori esterni quanto per un loro più unico che raro approccio “artigianale” al moderno contesto musicale in cui loro malgrado vivono.

Pip Carter @Area51

Il monicker prende spunto dalla passione di Claudio Luppi (chitarra e voce) per la costruzione di proiettori a liquidi, rifacendosi al personaggio reale Pip Carter, amico d’infanzia di Syd Barrett, addetto alle luci nei light show dei Pink Floyd degli esordi ed uno dei primi a Londra ad accompagnare la musica dal vivo con proiezioni di oli e gelatine colorate. Grazie all’incontro tra Luppi e il batterista Pier Luigi Lanzillotta e il successivo inserimento di Carlo Alberto Moretti (basso) e Lenny Manfredi (chitarra) la band assumerà la forma definitiva di quartetto a partire dal 2007 fino ad oggi: nel frattempo un importante numero di lavori autoprodotti come il primo demo Ep Burned Bunny (2007), il primo full-lenght omonimo Pip Carter Lighter Maker (2008), il secondo The Nightmare Before The Day After (2009), il terzo Western Civilization (2011), preceduto dall’ Ep Candy (2011), e poi ancora I See You By My Side (2013) (realizzato dopo l’ingresso ufficiale di Enrico Mulas alle tastiere, avvenuto nel 2012). Double Drop (2014, Hey Man Records) è il primo album ad essere uscito per conto di un’etichetta ed è composto per metà dai migliori pezzi del precedente disco autoprodotto “I see you by my side” (la title-track, “Move your mind”, “People”) e per metà (la side B del vinile) di nuove composizioni. A Marzo 2015 è prevista l’uscita di un disco acustico dal titolo Did Man Invent God sotto Barberia Records solo in versione musicassetta.

Cotanta vena compositiva e contestuale dovizia produttiva si potrebbero brevemente riassumere in padronanza e amore viscerale per le sonorità (Brit)Pop, Garage-Rock, Psichedelia anni 60 (componente portante e preponderante) e Beat figlie dei vari Kinks, Pink Floyd (per citare solo i nomi più noti) e di tutta la Swinging London della meta’ degli anni 60 (ma con robusti riferimenti anche alla produzione americana sempre dell’epoca), condite da un buon tiro, maestria strumentale, raffinatezza, solarità e passionalità.

La carte vincenti di questo gruppo sono senza ombra di dubbio la spontaneità la scanzonatezza e l’empatia che trasmettono, musicalmente traducibili in brani easy listening che non hanno la pretesa di sembrare altro rispetto a quello che sono, pertanto nulla di ultramoderno o quantomeno ricercato in senso lato; semmai la ricerca è filologica e riguarda una musica che di solito per convenienza o per limiti didattici da parte di molta pseudocritica viene bollata con termini e locuzioni tipo “fuori moda”, “revivalismo”, “vintage”, ecc. mentre in realtà è semplicemente un sincero tributo a ciò che realmente amano sia loro che in fondo noi ascoltatori tutti, ossia le “canzonette” (termine vezzegiativo e non dispregiativo) Pop-Rock come del resto le conosciamo e/o idealizziamo noi (per essere più drastici, come dovrebbero e potrebbero ancora essere al giorno d’oggi).

Tanti, forse tutti, sarebbero i brani da proporvi ma per cercare di mediare e darvi una panoramica più ampia possibile scegliamo un pezzo contenuto addirittura nel loro primo omonimo album Pip Carter Lighter Maker dal titolo “With more sauce”: questo anche per ribadire ulteriormente che i loro brani sono talmente coerenti e, se preferite, “senza tempo” che sembrerebbe siano figli di un’ispirazione che prescinde dall’anno di pubblicazione degli stessi (quindi da probabili mezzi più o meno moderni per tirare più a lucido un contenuto: in ultima analisi, un contenuto quando realmente presente si percepisce al meglio anche senza troppi fronzoli a livello di post-produzione.)

Un consiglio vivissimo, andateli a stanare ovunque pensassero di volersi nascondere ancora, come sembrerebbe abbiano fatto per tutto questo tempo: senza paura di voler sembrare esagerati ammettiamo che si tratta davvero di una band “necessaria”!

Sito Web: www.pipcarter.wix.com/pipcarterpsychedelic
Facebook: www.facebook.com/pipcarter

Per la nostra ormai imprescindibile rubrica Instant Kalporz, a cura dell’ormai imprescindibile redazione di Kalporz.com spazio all’annuncio del secondo LP in studio della songrwriter chitarrista georgiana Torres (al secolo Mackenzie Scott), dal titolo “Sprinter”: le preziose collaborazioni di Rob Ellis e Ian Olivero (PJ Harvey) e di Adrian Utler (Portishead) per la stesura di questo lavoro vi diranno di più riguardo alle influenze e alle sonorità tipicamente 90’s che potrete riconoscere all’artista in questione.

Dulcis in Fundo, per tutti gli ascoltatori che si trovino a gironzolare per la Romagna ricordiamo che questo Sabato 14 Febbraio presso il Magazzino Parallelo di Cesena ci sarà un nuovo scoppiettante Live Show targato Area51 con i Caron Dimonio: scegliete voi se celebrarlo come Festa degli innamorati(!) o come Festa di Carnevale, l’importante è che non manchiate.
Save the Date!

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