Puntata 19 – Sycamore Age

Cominciamo subito col dire che i protagonisti di questa diciannovesima puntata di Area51 sono una delle band più intriganti e indescrivibili che ci sia mai capitato di ospitare durante gli anni all’interno della nostra trasmissione, e pertanto c’è da scommettere che i nostri ascoltatori, come già succede anche per la cosiddetta “critica specializzata”, potrebbero pure passare diverse notti in bianco nel tentativo di dargli una connotazione e catalogarli in un genere ben definito, tuttavia non potranno assolutamente fare a meno di apprezzarne la notevolissima proposta musicale!

Quale sarà mai questo gruppo che è riuscito nell’impresa di far sbilanciare così tanto fin dalle prime battute di questo Post colui che scrive? Una cosa è certa, ossia non a caso è ospite qui ad Area51 lo spazio live dedicato alle nuove realtà musicali del panorama indipendente italiano, in onda ogni settimana sulle principali emittenti radio del circuito Popolare Network, e già questo potrebbe essere un significativo biglietto da visita. Ovviamente tale “referenza” è condizione necessaria ma non sufficiente per descrivere come si deve chi abbiamo di fronte, poiché giustamente noi tutti preferiamo l’arrosto al semplice fumo (non me ne vogliano vegetariani ed affini, si tratta pur sempre di una metafora), quindi dopo tanti preamboli è arrivato il momento di presentarveli per benino: ecco a voi gli aretini Sycamore Age!

Il progetto nasce nel 2010 come trio formato dal produttore artistico Stefano Santoni (già nei Kiddycar), il cantante Francesco Chimenti (figlio del più noto Andrea Chimenti) e Davide Andreoni. Successivamente, vista la necessità di rendere dal vivo in maniera decisamente più completa l’insieme di idee suoni ed arrangiamenti in cui è articolata la loro peculiarissima proposta musicale, alla band si aggiungono ben quattro eclettici e talentuosi polistrumentisti: Giovanni Ferretti, Samuel Angus Mc Gehee, Nicola Mondani, Franco Pratesi.
Il loro primo e omonimo disco è uscito ad inizio Marzo per Santeria ed è distribuito da Audioglobe.

Come si accennava prima, classificare anche soltanto sommariamente la loro musica risulta davvero molto difficile poiché in questo caso ciò che cattura e stimola l’attenzione (e contemporaneamente desta stupore e meraviglia) è intrinseco alla fruizione stessa che si può avere del tutto, sostanzialmente legata dunque alle sensazioni che ogni singolo brano ha la capacità di trasmettere all’ascoltatore: pertanto chiunque si soffermasse ad analizzare queste composizioni basandosi essenzialmente sulle strutture o comunque provasse ad ascoltarle in maniera veloce e superficiale, si ritroverebbe inesorabilmente spiazzato in tal senso.

Questo però non vuol dire che non si possa provare a tratteggiarne delle coordinate di genere, proprio a partire dalle sensazioni: infatti la loro musica in sostanza potrebbe essere interpretata come la colonna sonora ideale dei nostri viaggi mentali e sembra come se ogni passaggio strumentale ne facesse da contrappunto ai loro diversi momenti e luoghi (mediante quindi delle dilatazioni, delle narrazioni e degli sviluppi di matrice Progressive); il tutto viene splendidamente reso attraverso sonorità ed armonie capaci di rievocare ricordi ancestrali che fanno già parte del nostro vissuto e necessiterebbero solo di tornare alla luce, come nel “Mito della Caverna” di Platonica memoria (ed ecco quindi trasparire anche una chiara componente Folk). La voce di Francesco inoltre si fa notare per un’espressività paragonabile a quella di mostri sacri come Antony Hegarthy (aka Antony and The Johnsons) e dei compianti Tim e Jeff Buckley, dando alle composizioni un notevole tocco di classe che fa strizzare più volte l’occhio anche alla Canzone d’Autore.

Quasi in controtendenza alle spesso struggenti solenni ed oscure melodie di cui è composta in gran parte la loro musica, vi proponiamo il loro brano apparentemente più allegro e scanzonato, “Happy!”, dove traspare come l’impressione di qualcosa di sostanzialmente drammatico descritto però con un sorriso collettivo.

E siamo proprio noi i primi ad augurarci che tutto questo caleidoscopio di emozioni che abbiamo avuto la fortuna di ammirare corrisponda al preludio dell’era del Sicomoro, dal quale chiunque da ora in poi potrà beneficiare dei suoi prelibati frutti:

Sito Web: www.sycamoreage.com

Facebook: Sycamore Age

MySpace: www.myspace.com/sycamoreage

E dopo aver esplorato nell’arco questa puntata tanti nuovi orizzonti spingendoci fino ai loro più reconditi confini cerchiamo non senza difficoltà di tornare nel nostro più ordinario vivere quotidiano, ricordandovi che tra una settimana sarà la volta di una nuova puntata di Area51 e del nuovo Post relativo ai suoi ospiti.

Infine vi ricordiamo nuovamente che in data 28 Aprile presso il Circolo Arci MILLENIUM di Bologna avrà luogo la serata propedeutica del format Area51 Culture Club: si tratta di un ciclo di serate culturali basate sull’interazione tra diverse forme d’arte nelle quali la musica live dei protagonisti delle varie edizioni funge da cornice ideale a mostre e performance di giovani artisti provenienti dalle arti visive e performative. Il format partirà ufficialmente in autunno.
Si esibiranno dal vivo i bolognesi Buzz Aldrin, già nostri ospiti in una precedente edizione del programma. Per maggiori informazioni andate sull’evento Facebook della serata cliccando QUI!

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